Liceo Diaz a Caserta, continuano le proteste degli studenti. La replica: «La scuola è sicura»
Continua la protesta degli studenti del liceo scientifico “Diaz” che anche ieri, per il secondo giorno consecutivo, hanno disertato le lezioni e tenuto un sit-in nel cortile. I liceali hanno deciso di manifestare ad oltranza, nonostante l’incontro tenuto di primo mattino con la dirigente scolastica Daniela Tagliafierro. Non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte dei rappresentanti degli studenti che si sono riservati di chiarire soltanto nei prossimi giorni la loro posizione e le mosse future.
Allo stato si sa soltanto che la protesta, che potrebbe protrarsi fino a domani, è stata innescata dai cantieri del Pnrr, attualmente in corso negli spazi esterni dell’edificio, e dalle ripercussioni che questi lavori di adeguamento e ristrutturazione potrebbero avere sul piano della sicurezza. Il tema è stato al centro di un’assemblea plenaria che, oltre alla preside e ai rappresentanti di istituto, ha visto ieri mattina anche la presenza del nuovo responsabile della sicurezza e, in diretta telefonica, di un dirigente della Provincia.
Le richieste
Nel corso della riunione gli studenti hanno chiesto il piano di evacuazione aggiornato e la distribuzione delle piantine con l’indicazione delle uscite di emergenza e dei punti di raccolta in ciascuna aula. Il responsabile della sicurezza, appena nominato (il precedente sta per andare in quiescenza), ha chiesto qualche giorno per redigere ed esibire la documentazione richiesta e proposto, nel frattempo, di realizzare, già a partire da oggi, un corso di formazione sulla sicurezza in ogni classe. Una iniziativa propedeutica alle prove di evacuazione richieste nei giorni scorsi dagli studenti. Il tecnico ha poi garantito, supportato dal dirigente della Provincia, che l’edificio è in sicurezza, che la scala antincendio esistente è a norma e che la seconda scala, rimossa per essere risistemata, verrà reinstallata entro il 7 novembre.
La dirigenza
«Alla luce di tutte le rassicurazioni tecniche fornite e dinanzi all’assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti presenti – dice la dirigente Daniela Tagliafierro – non riesco in alcun modo a comprendere le ragioni di questa protesta. Mi sembra una scelta pretestuosa dettata probabilmente dalla necessità, di chi è stato appena eletto, di piantare qualche bandierina ma la scuola, che deve agire in nome della correttezza e della trasparenza, non può soggiacere a queste logiche. Non solo non ci siamo sottratti al dialogo e al confronto, fornendo risposte dettagliate in modo tempestivo, ma abbiamo anche avanzato proposte valide per l’intera comunità studentesca, quali la formazione e, a seguire, le prove di evacuazione. Proposte che sono andate a scontrarsi contro un muro».
Intanto, la Provincia – che già ad aprile aveva diffidato tutte le scuole a non autorizzare il parcheggio nei cortili degli istituti, per scongiurare ricorsi contro l’Ente, che è proprietario degli immobili, in caso di danni, incidenti o furti – ha ribadito il divieto assoluto di parcheggiare auto, moto e bici negli spazi interni. Ciò significa che, a partire da lunedì, gli studenti del Diaz potrebbero essere costretti a lasciare i loro veicoli in strada.
Le iniziative
Le famiglie, invece, hanno chiesto la convocazione di un consiglio di istituto monotematico per avere risposte su quanto sta accadendo: «Considerato che – fanno sapere - a seguito della mutata condizione delle scale antincendio il piano di evacuazione vigente deve essere aggiornato, riteniamo necessario un incontro immediato con la dirigenza per essere formalmente informati sulle tempistiche e sulle modalità operative che la scuola intende seguire. Vogliamo avere certezza che i nostri figli vadano in un istituto sicuro».
Sul fronte sicurezza nelle scuole si sta muovendo anche la politica. Dalle fila del Pd è emersa la volontà di organizzare una manifestazione di protesta, probabilmente tra il 27 e il 28 ottobre, aperta a tutto il fronte progressista, alle forze sindacali e al mondo della scuola. L’obiettivo non è soltanto quello di mostrare solidarietà agli studenti e invocare il rispetto del diritto allo studio ma anche quello di costruire una proposta concreta per affrontare la crisi dell’edilizia scolastica e le condizioni di degrado in cui versano molti istituti del territorio.