Legge elettorale, oggi il voto in Senato. Cresce protesta sulle firme

Introduzione

L'Aula del Senato ieri ha completato l'esame di tutti gli emendamenti e ordini del giorno alla riforma della legge elettorale. Questa mattina sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento che dovrà poi tornare alla Camera in terza lettura. Tra le modifiche introdotte nell'esame a Palazzo Madama le preferenze con capolista bloccati e la revisione della norma sulla raccolta delle firme oltre a una modifica che ridisegna i confini dei collegi della provincia di Bolzano e all'estensione del voto fuorisede ai caregiver.

Sceglici su:

Quello che devi sapere

Il rush finale in Senato

L’Aula di Palazzo Madama nelle prossime ore darà il via libera finale al testo che poi tornerà a Montecitorio per la conferma delle modifiche introdotte, dalle preferenze alle firme. Ma proprio su questo secondo punto continua a montare la protesta dentro l'Aula e fuori. Sulla misura si sarebbe inoltre acceso il faro del Colle che - come è da prassi, prima di pronunciarsi su qualsiasi norma attende che i provvedimenti siano approvati definitivamente dalle Camere e il testo finale trasmesso al Quirinale.

Vedi anche: Quanto pesano le preferenze nello Stabilicum? La simulazione Youtrend

I lavori in Senato

Intanto il Senato ha approvato l'articolo 6 della riforma respingendo tutti gli emendamenti presentati. Nell'articolo si prevede tra l'altro, la riduzione da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato. Via libera anche all'articolo che conferma la norma introdotta alla Camera per il voto fuorisede. Si prevede la possibilità di votare nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell'apposito Albo.

Leggi anche: Nuova legge elettorale, via la soglia per contribuire a premio di maggioranza

pubblicità

Via libera a estensione a caregiver del voto fuorisede

Ok anche a un emendamento riformulato dal governo a prima firma della senatrice di FdI Domenica Spinelli, che estende ai caregiver la possibilità del voto fuorisede, già prevista nella riforma per motivi di cura. Il testo consente questa possibilità per i caregiver familiari che, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricada la data di svolgimento delle elezioni, presta attività di cura e assistenza in favore di una "persona sottoposta ad assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico o riabilitativo presso una struttura situata in un comune appartenente ad una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti". Lo stesso vale per "genitori o familiari conviventi di un minore che, per il medesimo periodo, accompagnino o prestino attività di cura e assistenza in suo favore perché sottoposto ad assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico presso una struttura sanitaria situata in un comune appartenente ad una regione diversa" da quella nella quale si risulta elettore. Le opposizioni si sono astenute.

La protesta sulle firme

Ieri mentre lo Stabilicum era in votazione in Aula, davanti al Senato Alessandro Onorato, tra le “vittime” della misura che ha quadruplicato le sottoscrizioni necessarie per chi non è presente in Parlamento, ha protestato con i sostenitori di Progetto Civico Italia. Dalla piazza si sono alzati i cori “Mattarella, Mattarella” e anche il leader M5s Giuseppe Conte si è unito alla protesta attaccando una "norma antidemocratica, illiberale e incostituzionale”. Onorato boccia quello che definisce un "salva-casta". Ma fa anche sapere di non voler fare "operazioni tattiche" per aggirare l'obbligo previsto per i nuovi partiti di procurarsi almeno 450mila firme al fine di poter correre ovunque, sia alla Camera che al Senato. Nei giorni scorsi era trapelata l'ipotesi della possibile creazione, con l'aiuto di Pd e M5s, di una componente a suo nome in Parlamento: cosa che gli consentirebbe di dover raccogliere solo 1.500 firme a collegio. Una ipotesi che però al momento non trova conferme concrete.

pubblicità

Testo blindato

Difficile, però, come osserva anche la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati, ipotizzare un cambio del testo a Montecitorio dove approderà blindato per andare in Aula in discussione generale il 28 settembre. Una modifica sul punto "al momento non è nell'aria", osserva la ministra aggiungendo poi di non attendersi "sussulti" nell'esame alla Camera.

L’iter e i possibili ricorsi

Se non ci saranno sorprese a Montecitorio, la tabella di marcia dovrebbe portare all'approvazione finale entro la metà di ottobre, prima che entri nel vivo la sessione di bilancio. Ma subito dopo inizierà la partita dei ricorsi. "Se loro andranno avanti senza ascoltare tutti i rilievi che le opposizioni fanno - sottolinea il presidente dei senatori Dem Francesco Boccia, che ha partecipato anche lui alla protesta di Onorato - non ci resterà altro che fare ricorso alla Corte costituzionale e sostenere tutti i ricorsi che pioveranno". Difficile, però, fare ipotesi sulla tempistica di eventuali pronunciamenti. Dalle opposizioni si sottolinea comunque che sarebbe auspicabile arrivare a una sentenza della Consulta prima dello scioglimento delle Camere anche per evitare un Parlamento in qualche modo delegittimato da rilievi anche parziali.

Vedi anche: Legge elettorale, via libera del Senato all'emendamento di maggioranza sulle preferenze

pubblicità

La fiducia

Quando la partita si sposterà a Montecitorio è probabile, ma non ancora del tutto scontato, che il governo ricorra all'utilizzo della fiducia (con voto palese) per i vari articoli che sono stati toccati da modifiche. Resterebbe l'incognita del voto finale sul quale le opposizioni dovrebbero chiedere il voto segreto. Una eventualità che mette in guardia la maggioranza perché il rischio di una bocciatura dell'intero provvedimento - si ricorda in alcuni settori del centrodestra - avrebbe l'effetto di far saltare tutto.

Su Insider: La legge elettorale e le buone pratiche ignorate

pubblicità