Lee Chang-dong, 'oggi i lavoratori vengono sempre più sminuiti' - Notizie - Ansa.it
(dell'inviata Francesca Pierleoni)
Una domanda "che mi sono sempre
fatto come narratore è quanto riesca realmente ad essere sincero
nel raccontare le persone nelle mie storie, il loro dolore, che
si tratti di operai, emarginati o studenti che lottano per la
democrazia". Allo stesso tempo, "penso che il nostro compito sia
profondamente legato alla vita di ogni lavoratore che vive in
quest'epoca e vede il proprio lavoro sempre più sminuito". Lo
spiega al Lido Lee Chang-dong, parlando del suo nuovo film,
Possible Love, in concorso alla Mostra Internazionale del cinema
di Venezia e dal 6 novembre su Netflix.
Il ritorno al cinema del grande cineasta, otto anni dopo
Burning, è già stato selezionato per rappresentare la Corea del
sud nella corsa per L'Oscar al miglior film internazionale. Una
storia che si lega al progetto internazionale di rivisitare
attraverso le opere di grandi cineasti il decalogo di
Kieslowski. Il primo film è stato Parallel Lives di Asghar
Farhadi a Cannes, che prendeva spunto dal capitolo 'Non
commettere atti impuri'. Lee Chang-dong invece è partito da Non
desiderare la roba d'altri, sviluppando comunque un racconto del
tutto indipendente, recitato in gran parte da attori con i quali
ha un profondo sodalizio.
Al centro della storia ci sono due coppie sposate, che si
trovano a creare dei legami rivelatori su dolori, sogni e
desideri fino ad allora taciuti. Mi-ok (Jeon Do-yeon) è la
moglie, piena di vita e brillante di Ho-seok (Sul Kyung-gu),
operaio che ha tentato inutilmente di salvare con i compagni il
suo posto di lavoro con uno sciopero a oltranza, interrotto
dall'intervento della polizia che l'ha picchiato duramente.
L'altra coppia è formata da Ye-ji (Cho Yeo-jeong),
documentarista che sta realizzando un film proprio sui
lavoratori licenziati, e suo marito Sang-woo (Zo In-sung), ricco
uomo d'affari molto competitivo che però incoraggia il lavoro
della moglie. Il rapporto di apparente amicizia e confidenza che
si crea fra i quattro nasconde dinamiche meno limpide di quanto
sembri.
"Sono passati otto anni da Burning, e in questo lasso di
tempo ho percepito profondamente quanto le nostre vite si siano
trasformate e siano cambiate - aggiunge il cineasta coreano -.
Sono successe molte cose in questo periodo: c'è stato il Covid,
una fase in cui ho pensato che il rapporto tra gli esseri umani
e anche con il cinema, dove non si poteva più andare, stesse
cambiando radicalmente. E quindi è sorta spontanea la domanda:
cosa significa fare film adesso? Il cinema può ancora unire le
persone e connetterle? Credo che Possible Love sia il risultato
di queste domande che ci siamo posti sul cinema e sui
cambiamenti fondamentali che stanno avvenendo nelle relazioni
umane".
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