Lecce, svolta sui rifiuti: appalto da 238 milioni, Monteco prima nella gara
Sarà ancora Monteco, salvo sorprese dell’ultima ora, a gestire il servizio di igiene urbana e raccolta dei rifiuti a Lecce per i prossimi otto anni. La commissione ha infatti individuato nell’attuale gestore l’aggiudicatario da proporre, assegnandogli un punteggio complessivo di 97,47 punti: 80 per l’offerta tecnica e 17,47 per quella economica. Un risultato che mette Monteco davanti alla concorrenza e apre la strada alla continuità del servizio, anche se l’iter non è ancora formalmente concluso.
La gara
L’attuale gestore ha presentato un ribasso del 9,738% sull’importo a base di gara. Prima dell’aggiudicazione definitiva, però, bisognerà attendere la verifica di congruità dell’offerta, che avverrà nei prossimi giorni. L’obiettivo di Palazzo Carafa è arrivare all’affidamento definitivo entro la fine di ottobre. Se tutti i passaggi daranno esito positivo, dunque, sarà ancora la stessa società a occuparsi della raccolta e della gestione dei rifiuti in città ma sulla base di un capitolato profondamente rinnovato. Alle spalle di Monteco (unica società a essersi presentata da sola) si sono piazzate Gial-Tekneko, seconda con 87,71 punti, e Idealservice-Sieco, terza con 74,27. L’appalto vale complessivamente 238.132.117,05 euro. Di questi, 174,9 milioni riguardano i servizi base per gli otto anni di contratto; circa 18 milioni sono destinati all’eventuale anno di proroga, oltre 35 milioni comprendono quinto d’obbligo e oneri di sicurezza, mentre quasi 9 milioni sono riservati ai servizi opzionali. «Abbiamo lavorato per predisporre il nuovo capitolato nei tempi che erano oggettivamente necessari, dedicando particolare attenzione all’impostazione di un servizio molto più articolato rispetto al precedente, con maggiori interventi e maggiori garanzie per il Comune – fa sapere l’assessore all’Ambiente Severo Martini –. Tra le novità più importanti c’è l’inserimento della raccolta dei rifiuti abbandonati su strada, un fenomeno che incide quotidianamente sul territorio e che finora comportava costi aggiuntivi ogni volta che l’azienda doveva intervenire».
Un capitolo tutt’altro che secondario, considerando che sarebbero circa 20, ogni giorno, le richieste di bonifica o le segnalazioni relative a discariche abusive che arrivano al Comune. Un fenomeno che, oltre a rappresentare un problema di decoro, ha finora comportato interventi aggiuntivi e quindi costi non compresi nel servizio ordinario.
«Abbiamo inoltre ricompreso nel servizio le grandi utenze, come il carcere, lo stadio e i due ospedali, oltre ad altre realtà che in precedenza erano rimaste fuori dal capitolato. Sono soddisfatto del lavoro fatto perché sono convinto che queste scelte contribuiranno a migliorare il servizio – aggiunge Martini –. Abbiamo prestato grande attenzione anche alla stesura del bando, con l’obiettivo di renderlo il più solido possibile e ridurre al minimo il rischio di ricorsi che potrebbero allungare i tempi».
Un’attenzione che, secondo l’assessore, si è resa ancora più necessaria alla luce del percorso accidentato che ha accompagnato la preparazione della gara. «Il percorso è stato condizionato anche dai ripetuti cambiamenti delle regole e delle normative sia da Arera che da Ager Puglia, che ci hanno costretto in più occasioni a ripartire da zero. Abbiamo fatto tutto il possibile per rispettare i tempi e arrivare a questo risultato. Ora auspichiamo che tutto proceda per il meglio e che, entro una quindicina di giorni, si possa procedere con l’affidamento».
La competizione ha coinvolto diciannove imprese: una partecipazione individuale e diciotto raggruppamenti temporanei costituiti per soddisfare i requisiti del bando. In gara i nomi di casa Monteco, Axa e la salentina Gial, ma anche concorrenti provenienti da Torino, Monza, Milano, Roma, Salerno, Avezzano, Catania e Ravenna, oltre che da diversi centri pugliesi e del Mezzogiorno. Le offerte sono state quelle di Monteco, Sangalli-Teknoservice, Navita-Meit Mul, Sarim-Impregico, Risam-SB Ecology, Gial-Tekneko, Idealservice-Sieco, Dusty-Raccolgo e Gema-Axa.
L’offerta di Risam-SB Ecology non sarebbe stata esaminata integralmente a causa di un ribasso economico, del 13,860%, ritenuto troppo anomalo. A esaminare le proposte è stata la commissione nominata il 13 maggio scorso, anche a seguito delle indicazioni del prefetto di Lecce, Domenico Natalino Manno. A guidare il lavoro sono stati la professoressa Maria Grazia Gnoni, del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, il commercialista Giampietro Maci, l’avvocato Fernando Musio, il magistrato Enrico D’Arpe e il Rup Francesco Magnolo, dirigente del Settore Ambiente di Palazzo Carafa.
Ma è soprattutto sul terreno dei servizi che il nuovo contratto punta a segnare una discontinuità. Si profila un aumento dei mezzi elettrici, oggi concentrati nel centro storico, con l’estensione del loro utilizzo sino alla circonvallazione per ridurre l’impatto ambientale. Previsto anche il rafforzamento della raccolta del cartone nelle zone centrali, con frequenze maggiori e orari più adeguati alle esigenze delle attività commerciali. Una delle novità riguarda poi le grandi utenze – università, Casa circondariale, ospedali e aree mercatali – oggi escluse dal contratto. Significativo anche il potenziamento di spazzamento e lavaggio, con passaggi più frequenti, l’estensione del servizio alle zone finora non servite e interventi specifici nelle marine e nelle periferie, dove oggi lo spazzamento risulta insufficiente e il lavaggio è assente.
A completare il quadro ci saranno squadre dedicate al decoro urbano, operative ogni giorno per intervenire sui piccoli abbandoni e sulle criticità diffuse. Un presidio che punta a rendere più tempestiva la risposta sul territorio e a evitare che i rifiuti abbandonati si trasformino rapidamente in vere e proprie discariche.
L’organizzazione sarà infine modulata su tre periodi dell’anno – bassa, media e alta stagione – con orari differenziati per migliorare la programmazione e distribuire meglio i carichi di lavoro, soprattutto durante l’estate, quando la popolazione cresce e con essa aumenta anche la produzione di rifiuti.