Le tre placche e il terremoto devastante: perché la Colombia è altamente sismica
Il territorio colombiano, colpito oggi da una violentissima scossa di terremoto, poggia su un incrocio geologico molto raro e pericoloso. La Colombia è infatti uno dei pochissimi Paesi al mondo in cui si scontrano tre diverse placche tettoniche, ovvero le enormi zolle rigide che compongono la superficie della Terra.
L'incrocio di tre placche
La terraferma principale si trova sulla placca sudamericana, mentre le isole oceaniche sono divise su altre due zolle: le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, mentre l'arcipelago di San Andrés e Providencia si trova sulla placca caraibica.

Il continuo movimento e la frizione tra queste tre gigantesche strutture accumulano un'enorme quantità di energia sotto il suolo. Quando questa energia si libera improvvisamente, si generano i terremoti. Questo fenomeno è così frequente che in Colombia si registrano in media ben 50mila scosse al mese, anche se la stragrande maggioranza è troppo leggera per essere avvertita dalla popolazione. Il rischio è amplificato dal fatto che quasi tutte le grandi città colombiane sorgono proprio lungo la catena montuosa delle Ande o nelle valli vicine ai fiumi Cauca e Magdalena, create proprio dai movimenti della terra.
I precedenti
L'epicentro del violento sisma del 10 agosto è stato localizzato nella Cordigliera Occidentale, una zona storicamente colpita da fenomeni molto violenti. Secondo il direttore del Servizio Geologico Colombiano, Julio Fierro Morales, questa scossa di magnitudo 7.4 è stata in assoluto la più forte registrata nel Paese negli ultimi decenni, superando anche quella del novembre 1979 che si fermò a magnitudo 7.2.
All'evento principale sono seguite due scosse di assestamento più leggere, rispettivamente di magnitudo 2.8 e 4.8.Guardando al passato, la Colombia ha già vissuto drammi simili. Nel 1999 un terremoto di magnitudo 6.2 distrusse la città di Armenia, nella Cordigliera Centrale, provocando quasi mille morti e danni immensi. Ancora prima, nel 1983, un sisma colpì la città di Popayán, situata più a sud sempre nella Cordigliera Occidentale, causando 287 vittime.