Le Spighe Verdi 2026 dell’Umbria sotto i riflettori: «Le nostre eccellenze rurali cresceranno ancora»
Sono comuni rurali umbri che adottano strategie di gestione del territorio orientate alla sostenibilità ambientale e al miglioramento della qualità della vita delle comunità locali. Comuni che presentano percorsi virtuosi finalizzati alla tutela dell’ambiente, alla valorizzazione del patrimonio rurale e delle sue risorse naturali e culturali, favorendo al tempo stesso lo sviluppo economico e le opportunità occupazionali.
Con le Spighe Verdi 2026, l’Umbria ha confermato i suoi otto comuni (Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi e Trevi) tra i più virtuosi d’Italia (in questa 11/a edizione sono state 97 le località che si sono fregiate del riconoscimento) per la certificazione assegnata alle eccellenze rurali italiane che seguono un percorso “che sarà sempre più affinato anche per aumentare il numero di riconoscimenti”. Questo, guardando ai risultati ottenuti ma soprattutto al futuro, è l’obiettivo emerso durante la cerimonia che si è tenuta mercoledì 16 settembre a Perugia nel Salone d’Onore Palazzo Donini pervalorizzare i Comuni umbri premiati.
Alla presenza dei sindaci e degli assessori dei comuni umbri insigniti, sono intervenuti Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria, Claudio Mazza, presidente FEE Italia, Donato Rotundo, direttore Area sviluppo sostenibile e innovazione Confagricoltura, Graziano Antonielli, dirigente Regione Umbria, Letizia Michelini, presidente Seconda commissione consiliare dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.
Spighe Verdi è un programma nazionale della FEE – Foundation for Environmental Education, l’organizzazione che rilascia nel mondo il riconoscimento Bandiera Blu per le località balneari, pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. Per portare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema Spighe Verdi, la fondazione FEE Italia condivide con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.
L’agricoltura ha così un ruolo prioritario nel programma Spighe Verdi, “poiché è qui che deve avvenire la vera rivoluzione culturale” ha ricordato il presidente di Confagricoltura Umbria Pennacchi. “La nostra associazione – ha affermato – è da sempre impegnata nella diffusione delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Ed è anche grazie alla collaborazione con il tessuto sociale e produttivo, in particolare con il mondo agricolo, che gli 8 Comuni sono stati riconfermati con questo importante riconoscimento. Ora non dobbiamo far altro che crescere”.

Anche per il presidente FEE italia Mazza, tutto questo “è il risultato di un grande lavoro che le comunità fanno sul territorio tra consapevolezza, condivisione e crescita costante”. “Quando si parla di sostenibilità – ha aggiunto – di parole se ne dicono tante ma nel percorso Spighe Verdi si devono toccare con mano i criteri e si deve vedere il cambiamento. La sostenibilità non è solo ambientale ma anche sociale ed economica e la parte agricola pesa per più di un terzo dell’intero programma. Per questo motivo il programma si porta avanti in armonia con gli operatori agricoli che sono i custodi del paesaggio e della biodiversità”.
“Così come i Comuni fanno i loro sforzi – ha proseguito Rotundo – anche noi come imprese agricole facciamo la nostra parte per seguire il percorso tracciato dalle Spighe Verdi. Già 11 anni fa, all’inizio del percorso, parametri e indicatori attuali e oggi quindi sulla bocca di tutti erano già presenti e questo ha permesso di fare crescere nel modo giusto i territori”.
Per la consigliera regionale Michelini “c’è la necessità che in iniziative come questa la voce della Regione si faccia sentire perché con un lavoro condiviso si possono traguardare insieme importanti obiettivi”. “Questi comuni rurali devono lottare contro lo spopolamento e il mantenimento dei servizi e noi abbiamo il compito su questi fronti di dare conforto agli amministratori locali” ha poi sottolineato.
Secondo il dirigente Antonielli, infine, “l’iniziativa viaggia nel solco tracciato anche con l’assessorato regionale all’agricoltura e al turismo, settori che devono essere sempre più legati e lavorare insieme per ottenere maggiori risultati per l’ambiente e per evitare l’abbandono e lo spopolamento dei territori marginali”.
Spighe Verdi, come è stato infine evidenziato, è un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio rurale, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione. Affinché il programma raggiunga il massimo del risultato, sono necessari due elementi essenziali: la volontà dell’Amministrazione comunale di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione. Nella fase di valutazione portata avanti dalla Commissione secondo un rigido schema procedurale oltre Confagricoltura hanno dato il loro contributo diversi Enti istituzionali, tra i quali il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle foreste; il Ministero per il Turismo; il CNR e i Carabinieri.
Alcuni indicatori presi in considerazione sono stati: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni. Questi sono solo alcuni degli indicatori che guidano il programma e che saranno suscettibili di variazioni, in un’ottica di miglioramento continuo e di massimo coinvolgimento dei Comuni italiani.