Le scuole cattoliche: 'Tetto a stranieri? Norma c’è già, fondamentale includere' - Tuttoscuola

“E’ fondamentale non escludere nessuno ma promuovere l’inclusione a 360 gradi”. Virginia Kaladich, presidente nazionale della Federazione che riunisce le scuole cattoliche (Fidae), intervenendo sulle norme annunciate dalla premier Giorgia Meloni relative ad un tetto agli stranieri in classe, premette: “Io partirei dalla parola inclusione. Certi sbilanciamenti possono essere evitati affinché ci siano giusta inclusione e confronto”. Le norme annunciate sono dunque necessarie? “Più che necessarie – osserva Kaladich – ci deve essere il buon senso nella gestione, tutti devono essere coinvolti, anche le realtà locali. La conoscenza di altre culture può diventare una ricchezza, importante è bilanciare la presenza, che non vuole dire escludere” gli stranieri. “Questo – aggiunge – permetterà una vera inclusione. Dobbiamo aiutare le nostre realtà ad essere luoghi dove si stia tutti bene”.

Un alto tasso di stranieri nella scuola crea difficoltà? “Nelle nostre realtà – osserva la presidente della Fidae – c’è equilibrio perché sia dato a tutti il giusto spazio . Le norme ci sono già,
bisogna investire nelle nostre realtà, aiutarle a capire meglio come possiamo includere e fare in modo che la diversità diventi ricchezza. Perché le nostre realtà ormai le conosciamo e se aiutiamo i nostri ragazzi a saper stare bene con tutti, sapendosi incontrare, avendo ben chiara la propria identità, la diversità diventa ricchezza”. L’annuncio della stretta sulla scuola l’ha stupita? “Più che stupita direi che la norma l’abbiamo già. Sicuramente l’intervento sarà stato sollecitato. A volte ci sono situazioni, connotazioni di classi per cui non c’è più presenza di italiani ma questo dipende dal territorio”.

Le opposizioni parlano di mossa da campagna elettorale. “Non me la sento di dirlo – osserva – Penso possa essere la risposta a qualche sollecitazione trovandoci all’inizio di un anno scolastico. L’inizio dell’anno scolastico porta a riflessioni ma io ribadisco che è fondamentale non escludere nessuno ma promuovere l’inclusione a 360 gradi. Ad ogni modo, prima che esca la norma non mi fascerei la testa”.

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