Le Cucine popolari riaprono. Domani al via la sesta stagione ma si pensa già alla nuova sede
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Dopo la pausa estiva riprende l’attività con sei turni alla settimana sotto il Don Baronio. Pronto il progetto da 450mila euro all’Hobby Terza Età: servono nuovi volontari e attrezzature.

Un gruppo di volontari e animatori delle Cucine popolari di Cesena, nella sede presso l’istituto Don Baronio in via Machiavelli 40

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Dopo circa 40 giorni di pausa lunedì riprende l’attività delle Cucine Popolari. Il servizio continuerà ad essere garantito nei locali di via Machiavelli 40, sotto al residence del Don Baronio, ma potrebbe essere l’ultima stagione prima del trasferimento negli spazi dell’ Hobby Terza Età (zona Ippodromo). Chiusa momentaneamente per dare respiro ai volontari che animano l’intero servizio e per consentire la revisione delle attrezzature, la vita delle Cucine Popolari si ripresenta con l’ormai noto format. Ossia, sei servizi settimanali (martedì e giovedì pranzo; lunedì, mercoledì e venerdì cena; domenica dalle nove alle undici colazione). Immutata anche la sua filosofia: mangia ciò che vuoi e dona ciò che puoi.
Quella che inizierà lunedì sarà la sesta stagione della Odv cesenate che nel maggio 2023 aveva avuto i locali devastati dall’ alluvione. Per la sua ripresa si era animata una gara di solidarietà che nel breve aveva rifornito nuovamente l’organizzazione delle strumentazioni necessarie per cucinare e gestire il cibo. Ma la dimensione attuale non ce la fa più a contenere l’affluenza che richiede una media di 140 pasti a turno. E non si tratta di una sola portata. Nei piatti in ceramica sono garantiti, primo, secondo, dolce o frutta. Il tutto è possibile grazie all’ impegno dei circa duecento volontari. Ma anche alla collaborazione di piccole e grandi aziende del Cesenate che continuano a donare alimenti. Per non dire delle molteplici occasioni in cui per ricorrenze particolari, anziché optare per regali, chi organizza raccoglie fondi da donare alle Cucine. Quando la sede non diventa essa stessa location per eventi, compleanni, feste, ricorrenze. Ognuno paga per sé e lascia qualcosa per chi non può pagare.
In più, con l’allestimento della nuova sede e la riorganizzazione delle dimensioni e dell’attività, si presenta la necessità di integrare freezer, lavastoviglie, affettatrici, fuochi di cottura, abbattitori, frigoriferi. In sintesi: le Cucina Popolari hanno ancora bisogno della solidarietà concreta della città. Intanto sono imminenti i lavori (c’è stata una gara d’appalto) per allestire adeguatamente gli spazi dell’ Hobby Terza Età che cede una parte delle proprie stanze. L’adeguamento, lo stabile è proprietà del Comune, avrà un costo totale di circa 450 mila euro, le Cucine contribuiscono con circa 200 mila euro che vengono dal risarcimento che ha fatto seguito all’alluvione che aveva messo fuori uso anche molta parte della strumentazione. Solo i fornelli si erano salvati dall’acqua.
La sospensione dell’attività ha creato, di fatto, un buco nell’assistenza quotidiana ai tanti che non hanno un posto dove consumare un pasto caldo in un ambiente amichevole e accogliente, benché ci siano altre opportunità in città (come la Caritas). La riapertura, dunque, è molto attesa.
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