Le botteghe in via d’estinzione. Addio a cinquecento vetrine: "Sotto i colpi della spesa online"

In un anno hanno chiuso 472 attività, la drammatica classifica di Cgia: "Concorrenza sempre più aggressiva"

In un anno hanno chiuso 472 attività, la drammatica classifica di Cgia: "Concorrenza sempre più aggressiva"

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Ferrara

Scorrendo la classifica – un necrologio, luci spente e saracinesche impolverate – c’è una ben magra consolazione. La provincia di Ferrara è appena sotto la media regionale alla voce ’Botteghe in via d’estinzione’. Siamo scesi, nel breve arco di un anno, da 9.366 imprese a 8.894, se ne sono perse per la strada nel confronto tra il 2024 e il 2025 quasi cinquecento, per l’esattezza 472. Siamo a meno 5%, percentuale non certo irrisoria. Che, appunto magra consolazione, è sotto quella totalizzata dalla regione. Il crollo nel periodo dal 2015 al 2025 (dieci anni) di meno 52.030 attività. Sull’anno sono quasi ottomila (7.936) quelle sparite dai registri, il vuoto oltre il bancone. La media in Emilia Romagna di questa pesante emorragia è del meno 5,8%.

La classifica è stata stilata dall’ufficio studi della Cgia, appartenente all’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre. In questi giorni di Ferragosto molte attività artigiane hanno abbassato le serrande per ferie. Ma per tante botteghe quelle saracinesche si sono chiuse da tempo e, purtroppo, per sempre. Non hanno retto il peso di una concorrenza sempre più aggressiva, dei costi crescenti e di una domanda che è cambiata profondamente e che spesso penalizza proprio le piccole realtà. Dopo il picco nel 2008, con quasi 1,5 milioni di attività, il numero complessivo è sceso costantemente. Nel 2025 le imprese artigiane attive in Italia hanno toccato 1,22 milioni di unità. Anche il numero di artigiani è diminuito in maniera costante. Se nel 2015 avevamo 1,7 milioni di persone, nel 2025 ne contavamo 1,3 milioni, 434mila in meno (-25,1 per cento). Nelle grandi città le botteghe artigiane sono ormai una presenza sempre più rara, fino a rischiare l’estinzione. "E quando scompare una bottega non si perde soltanto un’attività economica. Si spegne un presidio di socialità, di competenze e di identità. La scomparsa progressiva dell’artigianato sta cambiando il volto dei nostri quartieri e delle nostre piazze, rendendoli più anonimi e impoverendo la qualità della vita delle comunità che li abitano". Scenario a tinte fosche nei paesi di provincia e nelle frazioni, in alcuni casi ormai rimaste senza forno, negozio di generi alimentari. Si sono arresi anche i bar. La contrazione del numero di artigiani di pari passo con lo spopolamento di questi luoghi.

I settori. Sono a rischio le riparazioni e manutenzioni. Già oggi quando si rompe una tapparella, il rubinetto del bagno perde acqua o dobbiamo sostituire l’antenna della Tv, trovare un professionista è un’impresa (quasi) impossibile. Con il progressivo invecchiamento della popolazione artigiana e la contrazione dei giovani che si avvicinano a questi mestieri, anche a seguito del calo demografico, è molto probabile che entro un decennio trovare sul mercato un idraulico, un fabbro, un elettricista in grado di eseguire un intervento di riparazion nella nostra abitazione sarà un’operazione difficilissima.

Negozi di vicinato, perché sono in difficoltà. Negli ultimi anni i negozi di vicinato stanno attraversando una fase di forte difficoltà. Tra le cause, la concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce. I grandi supermercati e le piattaforme online riescono a offrire prezzi più bassi grazie alle economie di scala: comprano grandi quantità di merce, hanno costi unitari minori e una logistica molto efficiente. Il piccolo negozio, invece, acquista poco, paga di più i fornitori e non può competere sul prezzo. L’online offre comodità, ampia scelta e consegna a domicilio. Poi c’è il cambiamento delle abitudini di consumo. Oggi si fanno meno acquisti frequenti e più acquisti concentrati. Le famiglie hanno meno tempo, si spostano di più in auto e preferiscono luoghi dove possono "fare tutto insieme". Lo ’spesone’ settimanale, il sabato la gita al supermercato. Una mazzata per i negozi di prossimità, che vivevano su una clientela quotidiana e fidelizzata.

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