Lavitola, 'dall'amicizia con Ranucci cercavo un mio riscatto' - Notizie - Ansa.it
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- Regione Lazio
- Lavitola, 'dall'amicizia con Ranucci cercavo un mio riscatto'
Dichiarazioni spontanee al Riesame. I difensori chiedono i domiciliari in Basilicata
ROMA, 07 settembre 2026, 13:52
Redazione ANSA
- RIPRODUZIONE RISERVATA
"Con Ranucci c'era un grande rapporto
di amicizia e speravo che questo rapporto potesse riabilitare
anche la mia figura con un riscatto sociale per me". E' quanto
ha sostanzialmente affermato, nel corso di dichiarazioni
spontanee, Valter Lavitola davanti ai giudici del Riesame in
base a quanto hanno riferito i suoi legali, gli avvocati Sergio
e Arturo Cola. Il Riesame si è riservato di decidere in merito
alla richiesta di domiciliari che i legali hanno individuato in
un casa in Basilicata nella disponibilità dell'indagato.
"Ho fatto tutto questo - ha riferito inoltre Lavitola - per
proteggere Ranucci da un attentato di cui avevo notizie. C'era
la necessità di proteggerlo tanto che per due mesi dopo i fatti
di ottobre ho chiamato Ranucci per chiedere che la scorta gli
fosse rafforzata". Secondo quanto riferiscono i legali "è
insussistente il movente politico che la Procura di Roma
ipotizza. In base a quanto ribadito anche oggi da Lavitola,
Ranucci non ha mai inteso candidarsi ed entrare in politica.
Anzi Ranucci si è spesso lamentato che Lavitola proponesse
l'argomento".
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