Laura Pausini a Mantova, un viaggio tra i 33 anni in pista e le ultime cover d’autore. “Ma durante il Covid pensai di smettere”

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La cantante di Solarolo si esibirà l’1 e il 2 ottobre al PalaUnical. E ripercorre il momento più duro di una carriera straordinaria: “Mentre tanti morivano durante la pandemia, io ero in nomina per Oscar e Golden Globe. Mi sentivo in colpa”

Laura Pausini, una carriera strepitosa che poteva finire diversi anni fa: “Durante il Covid sono andata in down... tanti morivano”

Laura Pausini, una carriera strepitosa che poteva finire diversi anni fa: “Durante il Covid sono andata in down... tanti morivano”

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Mantova, 1 ottobre 2026 – Trentatré anni. Sul tetto del mondo. La determinazione del segno del Toro, ma anche le fragilità di una adolescenza bruciata in fretta da fama e responsabilità continuano a fare di Laura Pausini la più popolare ambasciatrice della musica italiana all’estero. Prova ne sia questo undicesimo tour mondiale che, dopo aver traversato Spagna, Sud e Nord America, sbarca l’ugola di Solarolo oggi e domani al PalaUnical di Mantova per aprire la tranche autunnale nei palazzi dello sport attesa pure al Forum di Assago il 4, 6 e 7 ottobre.

Una carriera leggendaria

Un viaggio tra le cover d’autore dell’ultimo album “Io canto 2” (la versione spagnola s’è conquistata una nomination al Latin Grammy nella categoria “Best traditional pop album”) che non rinuncia alle hit mandate in vetta alle classifiche di ogni latitudine da quell’ormai lontano febbraio ’93 in cui Pippo Baudo, Sanremo e “La solitudine” le hanno cambiato la vita.

In mezzo quindici album in studio, ma anche un Grammy, cinque Latin Grammy, un Golden Globe e una nomination all’Oscar.

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Per lei un successo a Sanremo, quindici album in studio, un Grammy, cinque Latin Grammy, un Golden Globe e una nomination all’Oscar

I sensi di colpa durante il periodo Covid

E pensare che durante la pandemia l’eroina di “Gente” ha carezzato l’idea di farla finita con la musica, come ha svelato a Mara Venier davanti alle telecamere di RaiUno. “Durante la pandemia sono andata in down, anche perché mentre succedeva quel che succedeva nel nostro Paese e nel mondo, alcune persone sono morte, altre amiche perdevano i loro parenti… Nello stesso momento venivo nominata agli Oscar e ai Golden Globe e mi sentivo in colpa”.

Il ritorno tra sport e Sanremo

Solo un momento di debolezza dovuto all’improvviso stop di un’attività frenetica divenuto, per lei il ritmo della vita, come ricordato quest’anno dalla presenza a San Siro per intonare l’inno di Mameli alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina e in estate al MetLife Stadium di New York per cantare con Robbie Williams e Nicole Scherzinger l’inno ufficiale FIFA “Desire” prima della finale dei Mondiali di Calcio.

Questo al netto dell’attività di co-conduttrice dell’ultimo Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti, del tour mondiale che la terrà sulla strada, appunto, fino all’anno prossimo e di apparizioni ad eventi speciali come la clamorosa serie di concerti madrilena di Shakira al Macondo Park o l’edizione 2026 dello show di Una Nessuna Centomila che non più tardi di dieci giorni fa l’ha vista duettare all’Arena di Verona “Io sì” con Alessandra Amoroso e “Le cose che vivi” con Emma.

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