Ladro di scooter allo stadio di Bergamo sperona i carabinieri e rischia il linciaggio dei tifosi. “Ero ubriaco e drogato”

Il giudice ha disposto l’obbligo di firma e fissato il processo per ricettazione

Il giudice ha disposto l’obbligo di firma e fissato il processo per ricettazione

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Bergamo, 2 settembre 2026 – Ha rischiato il linciaggio da parte dei tifosi davanti allo stadio dove lunedì sera si stava giocando Atalanta-Bologna. Arrestato per fuga pericolosa, durante la direttissima il trentatreenne E.C. di Monza, con precedenti e problemi di tossicodipendenza, ha fornito una versione un po’ confusa.

“Ero ubriaco, ero in giro con gli amici ma non volevo fare del male a nessuno e non dovevo trovarmi lì. Mi sono perso”. Lunedì sera era alla guida di un furgone rubato – per questo si procederà per ricettazione – quando è stato segnalato nella zona di Monterosso intorno alle 22.30 mentre cercava di rubare uno scooter. Evidenza che l’imputato ha negato.

La fuga

Il furgone viene segnalato verso la Curva Nord. Imbocca viale Giulio Cesare a forte velocità, in un tratto parzialmente ostruito dai lavori e affollato di tifosi. I militari accendono lampeggiante e luce blu intimando l’alt.

La pattuglia è posizionata al centro della carreggiata per fermare il furgone, che però accelera e sperona la Gazzella. L’impatto è violento: gli airbag della pattuglia esplodono e i due carabinieri finiscono Pronto soccorso. Entrambi sono stati poi dimessi con prognosi di dieci e cinque giorni.

Nel tentativo di allontanarsi, il conducente danneggia quattro o cinque scooter – che secondo gli investigatori voleva invece rubare insieme ai complici – parcheggiati fuori dallo stadio. A contribuire al fermo, anche passanti e tifosi. “Solo dopo mi sono reso conto che c’era gente. I tifosi mi hanno picchiato. Pensavano fossi un attentatore”. Quando è stato bloccato, il trentatreenne aveva lividi su fronte e naso. Alla domanda se fosse ubriaco, ha risposto di sì. E ha riferito di avere assunto cocaina.

L’interrogatorio

Davanti al giudice ha negato di avere puntato la Gazzella: “Ho trovato la via sbarrata, ho fatto inversione e tirato giù alcuni scooter. Non sono andato volontariamente addosso ai carabinieri, non ho frenato in tempo”. Alla fine il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma tutti i giorni, tranne la domenica, in caserma a Monza. Il processo è stato aggiornato al 3 novembre.

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