La vita batte il cancro: stop a cure post chemio e gravidanza più sicura
Prima la diagnosi di tumore, che metteva in attesa il sogno di maternità. Poi la scelta di conservare gli ovociti prima delle terapie. A distanza di anni la pausa programmata dai farmaci, lo scongelamento e la fecondazione in vitro si completano con la biopsia embrionaria e il test genetico pre-impianto che evita trasferimenti di embrioni con anomalie cromosomiche e ottimizza tempi e risultati in vista dell’inizio della gravidanza. La storia di una giovane donna (ora in gravidanza avanzata) segna una svolta per l’Azienda ospedaliera universitaria Federico II: un percorso che unisce preservazione della fertilità, procreazione medicalmente assistita e genetica, per le coppie con condizioni cliniche complesse.
CENTRO DI RIFERIMENTO
Il Centro di Pma del policlinico collinare di Napoli è riferimento regionale dal 2005. Nel 2020 è stato designato hub per la preservazione della fertilità nei pazienti oncologici insieme al Moscati di Avellino, oggi attivo presso il plesso di Solofra. All'offerta, che comprende la donazione di gameti maschili e femminili, si aggiunge oggi il test genetico pre-impianto. Sotto la direzione generale di Elvira Bianco, l'Azienda ospedaliero-universitaria ha consolidato il raccordo tra clinica e diagnosi genetica. Il polo per la Tutela del Benessere Riproduttivo e Biotecnologie Avanzate in PMA è coordinato da Carlo Alviggi, docente ordinario della Federico II e presidente nazionale della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, SIFES e MR. Un centro attrattore che accoglie pazienti anche da altre regioni: sono oltre 200 i prelievi ovocitari all’anno per criopreservazione e più di 300 le procedure di criopreservazione di gameti maschili. Il test genetico pre-impianto consente di individuare negli embrioni specifiche malattie ereditarie e alterazioni cromosomiche prima del trasferimento. Si tratta dell’unico centro Pma pubblico del Centro-Sud che nel percorso delle coppie consente questo passaggio cruciale quando c’è da interrompere la cura di un tumore.
IL PROGETTO
Il valore aggiunto è l’integrazione con l’oncofertilità: per le pazienti più fragili, l’obiettivo è ottimizzare il percorso verso la gravidanza nei tempi consentiti dalla loro condizione clinica. Le prime gravidanze ottenute con il protocollo sono già in corso, mentre cresce la richiesta di accesso. Il traguardo è anche poter ricomporre un’assistenza spesso frammentata, che per le coppie con patologie oncologiche, o alter croniche o ereditarie, può significare spostamenti e passaggi tra strutture distinte. «Garantire risposte ad alta complessità all’interno del circuito pubblico significa restituire piena dignità e diritto alla salute alle coppie più fragili», sottolinea Bianco, manager dell’Aou richiamando le barriere economiche e logistiche. Il progetto nasce da un finanziamento ministeriale e ha Alviggi come principal investigator. Il polo opera nel Dipartimento Materno Infantile diretto da Giuseppe Bifulco. La presa in carico continua dopo il concepimento: «Le nostre pazienti non affrontano semplicemente un percorso di procreazione medicalmente assistita», osserva Bifulco. Per condizioni cliniche delicate e gravidanze a rischio, il dipartimento accompagna la coppia dalla diagnosi fino al percorso nascita.
L’EQUIPE
L'équipe medica è guidata da Alviggi e Ida Strina, affiancati da Francesca Bagnuolo, Cira Bonfantino, Luigi Carbone, Pasquale De Rosa, Giuseppe Iorio e Vincenzo Marrone. Nel coordinamento e nella gestione del percorso ha un ruolo centrale Federica Cariati, embriologa, esperta di biologia molecolare e ricercatrice a tempo determinato del Dipartimento di Sanità Pubblica della Federico II: è il raccordo operativo tra cura dei gameti, biopsia embrionaria e analisi molecolari. Alessandro Conforti e Anna Capasso, contrattualizzati attraverso risorse Pnrr, contribuiscono alle attività cliniche e di ricerca. Le procedure di Pma e la biopsia embrionaria vengono eseguite nei laboratori IVF dell’azienda ospedaliera universitaria. La diagnosi molecolare è effettuata al Ceinge-Biotecnologie Avanzate «Franco Salvatore»: per questa fase è prevista una partecipazione ai costi delle coppie, a condizioni definite competitive dall'Azienda. Il test, secondo quanto riferito dall’Aou, attende ancora il completo inserimento nei Lea su tutto il territorio nazionale. Assistenza, ricerca e formazione si incontrano nel Centro di servizio di ateneo di medicina della riproduzione e di medicina riproduttiva, noto come International Training Center for Reproductive Medicine. Il Centro, diretto da Alviggi, richiama ogni anno medici, biologi e specialisti dal mondo per percorsi di alta specializzazione nella tutela della fertilità e nella procreazione medicalmente assistita.