“La vetta ora è senza nome: intitolata a un membro del partito
SALISBURGO. I responsabili della sezione di Salisburgo del Club alpino austriaco – l'Österreichischer Alpenverein – sono saliti ieri in quota nel gruppo del Venediger, nelle Alpi dei Tauri occidentali, rimuovendo la targa che, dal 1988, intitolava una delle cime al cartografo e glaciologo austriaco Wolfgang Pillewizer. La ragione? “Ciò che all'epoca non venne tematizzato – scrivono dal Club alpino austriaco – è che già nel 1932 Pillewizer era membro del Partito nazionalsocialista e membro delle camicie brune (le Sturmabteilung, Sa). Su iniziativa dell'Alpenverein di Salisburgo la targa è stata quindi rimossa e la vetta non riceverà alcun nuovo nome di persona”.
Una decisione netta e motivata, dicono ancora i responsabili del sodalizio, dai valori che il Club vuole promuovere: “Il Club alpino austriaco – scrivono – si intende come un'organizzazione che si impegna per una società aperta e inclusiva. Le montagne devono essere un luogo in cui le persone provino gioia, si riposino dalla quotidianità a valle e possano perseguire i loro obiettivi individuali. Non è importante quale background personale una persona porti con sé in montagna o da dove provenga, quale sia il suo aspetto esteriore o a quale genere si riconosca. Inoltre, il Club alpino austriaco si sente profondamente vincolato a valori democratici e umanistici, non solo in montagna”.
Nella lunga storia dell'Öav però, scrivono i responsabili: “Vi sono stati periodi in cui purtroppo questi valori fondamentali non facevano parte dell'autocomprensione dell'associazione. Soprattutto gli anni tra il 1918 e il 1945 furono segnati dall'esclusione di determinati gruppi di persone”. Il punto più basso di questo sviluppo, continuano, fu raggiunto durante il nazionalsocialismo: “Già negli anni Venti il Club alpino tedesco e austriaco (nato nel 1873 dalla fusione dei club dei due Paesi ndr) fu precursore dell'ideologia nazionalista-völkisch (che ha rappresentato per molti versi la base culturale e ideologica sulla quale si è poi innestato il nazionalsocialismo ndr). I valori assunti oggi, quelli di una società aperta, non sono conciliabili con la visione del mondo allora dominante. Per questo è un obiettivo dell'Alpenverein Salzburg di non mantenere più in onorevole ricordo persone che furono co-artefici e dunque autori o beneficiari del regime”.
Già lo scorso anno, ricorda il Club, il rifugio “Söldenhütte” era stato ribattezzato con il suo nome originale, che dal 1944 non portava più: la struttura era stata infatti intitolata a un pioniere dell'alpinismo salisburgherese, Heinrich Hackel, di cui sono però note, scrive il Der Standard, le posizioni antisemite.
“Un ulteriore passo – continua la sezione salisburghese dell'Öav – è stato compiuto il 28 agosto 2026: dopo approfondite ricerche sulla figura di Wolfgang Pillewizer e alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche, l'Alpenverein Salzburg ha deciso di rendere nuovamente senza nome l'elevazione sulla cresta nell'area del Großvenediger e di rimuovere la targa che vi si trovava. Si dà così seguito anche a una delibera del Landtag di Salisburgo, secondo la quale deve essere effettuata una verifica completa dei nomi legati al nazionalsocialismo presenti nell'ambiente alpino”.
Pillewizer infatti, continua il Club: "Era già nel 1932 membro del partito nazista e delle Sa, e nonostante il divieto imposto al partito in Austria nel giugno del 1933, rimase membro clandestino e fu inoltre capo-truppa delle Sa a Graz. Anche la sua rapida carriera professionale tra il 1938 e il 1945 – precisano – non consente altra conclusione che Wolfgang Pillewizer fosse coinvolto, nel luogo in cui operava, nell'attuazione dell'ideologia disumana e razzista del regime nazionalsocialista”.
Oltre all'atto simbolico della rimozione della targa però, i membri del Club salisburghese saliti in quota hanno compiuto anche un altro gesto carico di significato, rimuovendo alcune rocce accumulate sulla vetta. La ragione è semplice: “Pillewizer – scrivono – voleva assolutamente avere una cima di 3000 metri che portasse il suo nome. L'elevazione sulla cresta tra la Unter e la Obersulzbachtal, che aveva scelto a tale scopo, a seconda della cartografia misurava però ufficialmente solo 2997 o 2999 metri di altitudine. Per questo, in occasione del 'battesimo della montagna' nel 1988, i sostenitori di Pillewizer trasportarono pietre fino al punto più alto” con l'obiettivo di raggiungere i 3000 metri di quota.
E proprio durante la cerimonia di rimozione della targa dalla ormai ex “Pillewizer Spitze”, alcune pietre sono state simbolicamente rimosse dalla vetta “per accelerare l'erosione naturale del rialzo creato artificialmente”. “Saremmo lieti – concludono dal Club salisburghese – se alpiniste e alpinisti, come segno di solidarietà, seguissero questo esempio e su questa particolare montagna non accumulassero pietre in vetta, ma le deponessero più in basso”.