La telefonata e il finto arresto del figlio

Ecco come hanno agito i malviventi: nella nostra provincia sono numerose le segnalazioni

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"Purtroppo le speranze di recuperare quello che è stato rubato non sono molte. Ma abbiamo voluto rendere noto quanto accaduto per allertare le amministrazioni e la gente, perché questi soggetti girano e girano sempre di più". I due anziani ascolani truffati hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri e le indagini sono immediatamente partite. Il malvivente entrato in casa è stato inquadrato dalle telecamere di sicurezza e si confida anche in quelle della Polizia locale che monitorano tutti gli ingressi alla città e inquadrano le targhe delle auto. In questi casi la variabile tempo è fondamentale per recuperare il bottino che in questo caso tra contanti, oro e gioielli è ingente, intorno ai 160 mila euro, tenuto conto che per i malfattori non dovrebbe essere possibile porre all’incasso i titoli dei risparmi.

Le truffe agli anziani continuano a rappresentare una delle emergenze più insidiose anche nel territorio ascolano. L’episodio in questione mostra fino a che punto può arrivare il raggiro. I malviventi hanno tenuto sotto pressione telefonicamente i due anziani per circa due ore, fingendosi carabinieri e inventando l’arresto del figlio che li ha fatti andare nel panico, comprensibilmente. Poi un complice è entrato in casa e ha raccolto oro e contanti, arrivando anche alla cassaforte. È un meccanismo che si ripete. In provincia di Ascoli sono numerose le segnalazioni di tentate truffe e di raggiri andati a segno, spesso ai danni di persone sole o avanti con gli anni. Il danno, però, non è soltanto economico. Dopo una truffa restano paura, vergogna, senso di colpa e perdita di fiducia. Molte vittime si chiedono come abbiano potuto credere a quelle parole e finiscono per sentirsi responsabili di quanto accaduto. Per gli anziani il trauma può essere ancora più pesante: la casa, luogo percepito come sicuro, diventa improvvisamente uno spazio associato al pericolo. A rendere ancora più difficile la situazione c’è il recupero della refurtiva. Oro, gioielli e contanti possono essere rapidamente rivenduti, spostati o fatti sparire.

Anche quando le immagini delle telecamere consentono di ricostruire movimenti e identificare un veicolo, arrivare al bottino è molto più complicato. La prevenzione resta quindi fondamentale: non consegnare mai denaro o preziosi a sconosciuti, interrompere la telefonata e contattare direttamente le forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali. Di fronte a una richiesta urgente, la regola è semplice: fermarsi, verificare e non aprire la porta. La prudenza può evitare truffe.

p.erc.

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