La storia di Report . Inchieste e polemiche. In onda da 32 anni

Nato nel 1994 su Rai 3 da un’idea di Minoli e Gabanelli

Nato nel 1994 su Rai 3 da un’idea di Minoli e Gabanelli

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Giovani cronisti, fautori delle inchieste in video, producevano in autonomia, con mezzi propri. Così nasce Report nel 1994, con il nome di Professione Reporter, dall’intuizione di Giovanni Minoli, che vide in Milena Gabanelli (foto) e nel suo videogiornalismo un modello capace di funzionare. La scommessa era portare in tv un genere che pochi praticavano, l’inchiesta.

Nacquero format come “Perché?” in cui, per rispondere alla domanda, si raccontava il degrado urbano e sociale nelle strade di Napoli o le inefficienze e i ritardi nei cantieri autostradali. E proprio in quei primi anni di attività prese piede il tema delle “querele temerarie”, che ancora oggi aleggia nel nostro dibattito pubblico senza aver avuto una reale applicazione in un testo normativo. Tutto nonostante il nostro Paese sia ufficialmente in ritardo e inadempiente nel recepire la direttiva europea sul tema, il cui termine è scaduto il 7 maggio 2026.

Poi arrivò il cambio alla conduzione. Dopo vent’anni, Milena Gabanelli lasciò il timone del programma a Sigfrido Ranucci, restando legata a Report come ideatrice. Ranucci, durante la sua gestione, ha più volte denunciato "enormi pressioni politiche" ricevute per fermare e delegittimare l’azione della trasmissione. Tanti gli scontri con la politica dalla nascita fino a tempi più recenti.

La scena della carota e del cognac, portati in commissione Vigilanza dal senatore Maurizio Gasparri nel 2023, ne è l’immagine più nota. Ma lo scontro era inevitabile: il programma di Rai Tre ha contribuito, con i propri servizi, alle dimissioni di due ministri di questo governo: Gennaro Sangiuliano, travolto dal caso Boccia mentre era ministro della Cultura, e Daniela Santanché, ministra del Turismo per anni alle prese con il caso Visibilia fino alla decisione di fare un passo indietro.

Alle polemiche, mai ferme, si sono aggiunti nuovi retroscena. L’ultimo a luglio, quando è emersa un’intercettazione del 2021 in cui Ranucci affermava: "Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria". Un rapporto tra il programma e l’azienda che va deteriorandosi. Alla storia di Report si aggiunge ora un nuovo capitolo, con due possibili epiloghi davanti: la conferma del suo conduttore, o un nuovo volto alla guida del programma. La decisione è attesa nei prossimi giorni.

Libero Stracquadanio

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