La storia del Little Black Dress, che compie cent’anni e torna di moda
Come nasce un evergreen della moda? Il Little Black Dress compie cent'anni e continua ad apparire sulle passerelle e per le vie delle città. Nato nel 1926 dalla visione di Coco Chanel, l'abito nero ha attraversato cinema, couture e cultura pop diventando simbolo di eleganza sempiterna. Oggi continua a reinventarsi tra sensualità, massimalismo e nuove proporzioni, a dimostrazione della sua impronta permanente.

Audrey Hepburn, 1961.

Lauren Bacall, 1950.
Non c'è capo più elegante ed immortale del Little Black Dress: da Coco Chanel ad oggi
Nel 1926, Coco Chanel presentava un abito nero dall'apparente semplicità: una silhouette essenziale, versatile e lontana dall'idea del nero come colore esclusivamente legato al lutto o alla formalità intoccabile dell'alta società. Il Little Black Dress incarnava difatti l'idea di un abito che si adattasse a qualsiasi contesto, dal giorno alla sera, morbido e pratico, ma abbastanza avvolgente da valorizzare la figura. Negli anni Cinquanta e Sessanta, la silhouette del tubino nero conquistò i grandi schermi: il contrasto della tonalità scura risaltava nella trasmissione in bianco e nero, mentre l'immagine delle dive protagoniste con indosso un abito nero contribuì a rendere questo capo simbolo di prestigio ed eleganza. Tra gli esempi più celebri vi sono Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (1961) e Anita Ekberg in La Dolce Vita (1960).

Givenchy autunno-inverno 1989.

Yves Saint Laurent primavera-estate 1991.
Come accade per tutti i grandi classici della moda, il Little Black Dress mantiene intatta la propria essenza minimal-chic nel corso del tempo, cedendo talvolta alla mano creativa di designer e stilisti come riflesso del gusto e dello spirito di un'epoca. Negli anni Novanta, per esempio, l'abito nero segue la sensibilità sleek e seducente del decennio, tra silhouette aderenti, orli in pizzo e profondi scolli a V. Sono gli anni del revival della lingerie, quando pizzo, velluto e seta conquistano le passerelle e il confine tra intimo e abito da sera si fa sempre più sottile. In questo stesso clima si inserisce il celebre revenge dress indossato da Lady Diana, uno dei più iconici esempi di moda intesa come dichiarazione personale. In uno scenario in cui abito, immagine e carattere sono profondamente intrecciati, il Little Black Dress si afferma così come uno strumento narrativo potente.

Lady Diana, 1994.

Givenchy autunno-inverno 2026

Balenciaga autunno-inverno 2026
Oggi, nel pieno di una corrente massimalista fatta di fiocchi, strascichi e stole in faux fur, il Little Black Dress vive a metà tra il revival dell'eleganza classica anni Cinquanta e un'espressione più eccentrica e contemporanea. Non mancano ruches, code asimmetriche e silhouette bombate, che celebrano il centenario dell'abito nero riportandolo alla sua ideologia più pura: un capo da interpretare a piacimento, sempre pertinente e sorprendentemente versatile. A cambiare sono i volumi, i materiali e le proporzioni, mentre rimane intatta la sua allure senza tempo, quella delle grandi dive felliniane, sospesa tra seduzione, mistero e sofisticata teatralità.

Fendi Haute Couture autunno-inverno 2026
Scatti dallo street style: il Little Black Dress in città
Nello street style, l'abito nero è stato il jolly per eccellenza dell'estate 2026: mini o maxi, indossato anche con infradito con tacco, ha incarnato un'idea di eleganza urbana e marittima. Con l'arrivo dell'autunno, il Little Black Dress torna per le strade della città in una veste più femme fatale, tra silhouette aderenti, scolli e dettagli sensuali. Un tocco di drammaticità che trasporta l'allure delle grandi dive anche nella vita di tutti i giorni.







