La Serie A abolisce lo 0-0: c’è un precedente incredibile di 77 anni fa

La partita perfetta, diceva Gianni Brera, finisce 0-0. Equilibrio assoluto, tattica pura, nessun errore a favorire l’avversario: era questa l’estetica del calcio all’italiana, quando il catenaccio non era un insulto ma un’arte. Sarà pure vero, ma la Serie A di oggi sembra aver deciso di ignorare la tradizione. E dichiarare aboliti gli 0-0.
Dallo scorso 10 maggio
, quando Fiorentina e Genoa si sono accontentate di un pareggio a reti bianche al Franchi (bastava un solo punto ai viola per la salvezza aritmetica), il nostro campionato non ha più visto uno 0-0. Sono passati oltre quattro mesi e 73 partite: il campionato è terminato (2025-26) e ricominciato (2026-27) ma la musica non è cambiata.
Nelle prime cinque giornate della nuova stagione abbiamo sempre assistito ad almeno un gol a partita. Per trovare un digiuno alla rovescia così lungo bisogna risalire addirittura al 1949/50: 77 anni fa. È l’unica altra stagione, insieme a quella in corso, in cui non si era registrato nemmeno uno 0-0 dopo le prime cinque giornate. Allora il primo arrivò solo alla settima: Milan-Lazio. Niente di più lontano dalla stretta attualità: poco più di una settimana fa la stessa sfida, a campi invertiti, si è chiusa con un rocambolesco 2-2 di rimonta rossonera. Le nuove regole arbitrali, introdotte per contrastare le perdite di tempo e ritmo, a quanto pare funzionano: arrivati a questo punto della stagione, l’anno scorso avevamo già avuto quattro 0-0, sei l’annata precedente.  

Serie A più simile all'Europa

Se De Zerbi ha detto che in Italia viene considerato il miglior allenatore del mondo quello che ottiene «due clean sheet nelle ultime due partite», l’homo novus Fabregas si era lamentato della tradizione catenacciara: «Vincere in Italia è difficile - aveva detto a The Athletic -. Ci sono molti 0-0 e 1-0. Qui le squadre cercano di annullarti difendendo e pressando, non attaccando. Io guardo la Bundesliga, la Liga e la Premier League. Le squadre si difendono in modo molto, molto diverso. Quando guardi le squadre di Premier, vedi una struttura. Qui, molte volte, è impossibile capire cosa sta succedendo». Con il Como a -3 punti dalla vetta, forse Cesc ha sbrogliato il bandolo della matassa, o forse l’ha innovata del tutto, tanto che la Serie A si sta avvicinando ai grandi campionati europei anche in termini di partite più aperte e lunghe astinenze dagli 0-0 in avvio di campionato: a sorpresa, Premier esclusa. Mentre in Inghilterra il digiuno dura dalla stagione 1958-59, nelle altre leghe europee il trend è tornato ad affermarsi in anni più recenti. Soprattutto in Spagna, 15 stagioni con partenze sulla giostra dei gol, e in Francia (6). Più simile all’Italia la Bundes: due annate da sprint realizzativo di cui però la più recente tredici anni fa.  

Svolta Serie A con più gol

La svolta in Serie A è stata anche offensiva, con 145 gol segnati dalla prima giornata a oggi. Dal ritorno a 20 squadre nel 2004/05, solo tre stagioni sono state più prolifiche a questo punto del campionato: il 2013/14 (152), il 2021/22 (159) e soprattutto il 2020/21 (186 nell’anno del Covid e dei ritmi impazziti). Anche la media reti per partita, 2,90, è la quarta più alta dello stesso periodo, superata solo da 2016/17 (2,96), 2019/20 (3,04) e 2020/21 (3,06). Un contesto che è stato definito il manifesto di una nuova Serie A, fatta di tanti gol ma anche di un minore equilibrio difensivo. Inter-Udinese 5-3, o Roma-Inter 2-2, non sono più solo il simbolo di un’estate di ribaltoni, ma la previsione di un autunno di gol.