La Sacca alza la voce: "Multipiano fantasma e sosta a pagamento. Cittadini penalizzati"

Richieste diverse, quartiere medesimo. All’insegna dello slogan ‘o la Sacca, o la vita’ decine di cittadini, radunati dal consigliere comunale Andrea Mazzi e svariati comitati, si sono ritrovati a Porta Nord per chiedere l’apertura immediata del parcheggio multipiano in via Montalcini, il mantenimento della gratuità dei parcheggi a raso di zona Porta Nord e lo spostamento del drop-in di via Benassi in una zona non residenziale. Sono intervenuti, oltre a tanti cittadini, Mattia Meschieri di Modena merita di più, Liliana Ferrari per una Modena pulita e sicura, Sergio Meschiari per il Comitato Villaggio Europa – Quartiere Sacca, Emanuela Morselli del Comitato Ambiente Sant‘Anna. Presenti anche rappresentanti di Lega e Forza Italia.

I fatti, a partire dal parcheggio. Realizzato da Esselunga alla cifra di sette milioni di euro, preso in carico dal Comune (dalle casse comunali non è uscito un euro), è stato completato da oltre un anno e mezzo, ma a oggi non è ancora attivo. C’aveva provato, l’amministrazione, ad affidare la gestione a un privato, ma il bando non è andato a buon fine.

Ecco allora la delibera della giunta: il nuovo bando di gara prevederà, oltre alla gestione del parcheggio coperto, anche quella dei 430 posti a raso in zona Porta Nord che, inesorabilmente, diventeranno a pagamento. "È comprensibile l’esigenza di mettere a pagamento il parcheggio multipiano – afferma Andrea Mazzi – ma perché includere anche i parcheggi a raso? È un’operazione che non porta alcun beneficio ai cittadini". L’amministrazione giustifica la delibera con la volontà di dare "una risposta alle necessità dei pendolari, che potranno fruire di 300 posti auto in più e trovare facilmente e velocemente un parcheggio.

"Perché non aprire subito il parcheggio multipiano, allora?", si chiede Andrea Mazzi, che prosegue: "Il Comune potrebbe gestirlo autonomamente, come avviene in altre città, invece decide di affidarlo a privati e toglie la possibilità ai pendolari di parcheggiare gratuitamente". È proprio un pendolare a lamentarsi: "Prendo il treno da anni. La decisione della giunta equivale a imporre una tassa sul lavoro". Camillo Po, dell’associazione Nuova Modena, afferma che "il quartiere viene continuamente riempito di cemento. La precedente giunta poteva fare un’area verde, piuttosto che un parcheggio multipiano la cui gestione, si sapeva, sarebbe stata difficile da assegnare. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini". Diverso il discorso sul drop-in, struttura per persone con problemi di marginalità e dipendenza aperta nel marzo del 2025.

"Da quando è stato aperto – dice Andrea Mazzi – è aumentato il disagio per i residenti, che lamentano la concentrazione di persone nell’area e i problemi che ne derivano". Quel che chiede il consigliere è che "il drop-in venga spostato fuori dai quartieri residenziali e che vengano incrementate le comunità terapeutiche".

I comitati e i cittadini presenti hanno rimarcato in generale "le contraddizioni di questa amministrazione che parla di partecipazione, ma poi resta chiusa ‘nelle sue mura’, non incontra i cittadini, non va a vedere le situazioni, non dà risposte quando richieste (come l’assemblea pubblica sul drop in mai convocata), solo attenta all’immagine e presa dai propri problemi interni".