La polizia può obbligarmi ad aprire la cassaforte?
Quali sono le regole della perquisizione? L’indagato è obbligato a collaborare con la polizia nella ricerca del corpo del reato o delle cose pertinenti ad esso?
Le forze dell’ordine possono perquisire l’abitazione di una persona sospettata di aver commesso un crimine se ritengono che all’interno dell’immobile sia possibile rinvenire il corpo del reato o cose ad esso pertinenti. La ricerca può essere effettuata anche senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria se vi sono ragioni d’urgenza. Ciò premesso, con il presente articolo risponderemo al seguente quesito: la polizia può obbligarmi ad aprire la cassaforte? Praticamente, si tratta di comprendere se è legale rendere più difficoltoso il lavoro della polizia giudiziaria rifiutandosi di collaborare. Approfondiamo l’argomento.
Indice
- Quando si può eseguire una perquisizione?
- Si può eseguire una perquisizione senza mandato del giudice?
- La polizia può obbligare ad aprire una cassaforte?
- Come si esegue una perquisizione domiciliare?
- Approfondimenti
Quando si può eseguire una perquisizione?
La legge consente alle forze dell’ordine di eseguire una perquisizione per rintracciare il corpo del reato o le cose pertinenti al reato (art. 247 c.p.p.).
La ricerca può essere fatta sia sulla persona dell’indagato (perquisizione personale) che all’interno degli immobili di sua proprietà (perquisizione locale), compresa l’abitazione in cui dimora (perquisizione domiciliare).
L’esito positivo di una perquisizione termina con il sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti ad esso che erano oggetto di ricerca.
Si può eseguire una perquisizione senza mandato del giudice?
In flagranza di reato, nel caso di evasione, quando si deve procedere all’esecuzione di un’ordinanza che dispone la custodia cautelare o di un ordine che dispone la carcerazione, se sussistono particolari motivi di urgenza che non consentono l’emissione di un tempestivo decreto da parte dell’autorità giudiziaria, la polizia può eseguire una perquisizione anche senza mandato (art. 352 c.p.p.).
Praticamente, nelle circostanze in cui non si può attendere l’autorizzazione del magistrato perché, altrimenti, la ricerca avrebbe sicuramente esito negativo, la polizia giudiziaria può procedere autonomamente ad eseguire una perquisizione.
In queste ipotesi, la polizia giudiziaria deve trasmettere il verbale delle operazioni compiute al pubblico ministero entro quarantotto ore; questi, nelle successive quarantotto, decide con decreto motivato sulla convalida della perquisizione.
La polizia può obbligare ad aprire una cassaforte?
Gli oggetti che la polizia cerca durante una perquisizione domiciliare potrebbero essere custoditi all’interno di una cassaforte; in questa circostanza, l’indagato non è costretto a fornire le chiavi o il codice per l’apertura.
La legge non impone al perquisito di collaborare con le forze dell’ordine; semplicemente, egli non deve attivamente ostacolare le operazioni di ricerca, ad esempio impedendo l’accesso in casa o ad alcune stanze della stessa: in ipotesi del genere potrebbe integrarsi il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.).
Questo delitto, però, presuppone il compimento di un’azione positiva, non essendo sufficiente una mera omissione, per cui non commette alcun reato chi rifiuta di aprire la cassaforte oppure decide di non aprire nemmeno la porta di casa alla polizia.
In ipotesi del genere, le autorità sono legittimate a utilizzare la forza per vincere l’ostacolo, per cui sarà lecito sfondare la porta d’ingresso oppure aprire la cassaforte chiamando un fabbro oppure altro personale specializzato.
Vale tuttavia la pena di ricordare che è possibile evitare ogni tipo di perquisizione se si consegna spontaneamente alla polizia la cosa determinata che le autorità stanno cercando (art. 248 c.p.p.),
Aprire la cassaforte senza protestare potrebbe pertanto evitare che la perquisizione si estenda al resto dell’abitazione, se l’oggetto ricercato è lì custodito.
Come si esegue una perquisizione domiciliare?
Ciò chiarito, vale la pena di illustrare brevemente quali sono le regole affinché possa essere eseguita una valida perquisizione domiciliare da parte delle forze dell’ordine.
Secondo la legge, essa non può effettuarsi prima delle ore sette e dopo le ore venti, a meno che il pubblico ministero, per motivate ragioni d’urgenza, non autorizzi la polizia a procedere anche al di fuori di tale limite di orario (art. 251 c.p.p.) oppure, quando le forze dell’ordine agiscono autonomamente, se il ritardo potrebbe pregiudicarne l’esito (art. 352 c.p.p.).
Nell’atto di iniziare le operazioni, copia del decreto di perquisizione deve essere consegnata all’indagato – se presente – e a chi abbia la disponibilità del luogo (il proprietario, il locatore, ecc.), se diverso dal primo.
La polizia deve dare avviso della facoltà di farsi rappresentare o assistere da persona di fiducia, purché sia prontamente reperibile, capace d’intendere e di volere e abbia compiuto almeno quattordici anni.
Può essere avvisato anche il proprio difensore di fiducia, ma la polizia non è tenuto ad attenderlo: trattandosi di “atto a sorpresa”, la perquisizione è valida anche in assenza dell’avvocato, il quale però può sopraggiungere se immediatamente reperibile.
Durante la perquisizione domiciliare è possibile effettuare anche la perquisizione personale dei presenti, se il decreto del magistrato autorizza a fare ciò, sempreché vi sia il fondato sospetto che essi nascondano su di sé il corpo del reato o le cose pertinenti al reato.
Anche nel caso in cui non occorra procedere a perquisizione personale, è ugualmente possibile intimare ai presenti di non allontanarsi fino a che le operazioni di ricerca non si sano concluse (art. 250 c.p.p.).
Approfondimenti
Per ulteriori approfondimenti si leggano i seguenti articoli:
- La polizia può sfondare la porta di casa?
- La Polizia può perquisire il mio zaino? Regole e diritti