La polizia lancia l'allarme: non bisogna mai commettere questo errore con il cellulare - Melablog

Un gesto comune, quasi automatico, che però nei luoghi affollati può facilitare i furti, esporre i dati personali a nuove truffe e creare rischi anche nella vita di tutti i giorni. Il messaggio, ripreso dalla stampa tedesca, è molto concreto: un telefono lasciato a vista, mezzo fuori dai jeans o nella tasca esterna di una giacca, diventa un’occasione per i borseggiatori. Bastano pochi secondi. Una spinta, un contatto in metropolitana, una fila davanti a un negozio.

La tasca posteriore dei pantaloni è uno dei punti più facili da colpire. Lo spiegano gli investigatori tedeschi: spesso il telefono resta visibile mentre si cammina e può essere sfilato senza che la vittima se ne accorga subito. Nei posti pieni di gente — stazioni, mercati, concerti, centri commerciali — il borseggio dello smartphone nasce quasi sempre da una distrazione minima. Uno sguardo a una vetrina. Una mano occupata. Un urto che sembra casuale.

La polizia di Bielefeld lo ha detto senza giri di parole: “Utilizzate per i vostri oggetti di valore tasche interne chiuse e non la tasca posteriore facilmente accessibile”. Il problema non è solo la rapidità del furto. È anche quello che succede subito dopo: in mezzo alla folla, tra rumore e persone che si muovono, ricostruire l’accaduto diventa difficile. Spesso la vittima se ne accorge quando il ladro è già lontano. E oggi un telefono non è soltanto un oggetto da ricomprare: dentro ci sono foto, app bancarie, documenti digitali.

Dove tenere lo smartphone: tasche interne, chiusure e borse davanti al corpo

Il consiglio principale è semplice: tenere lo smartphone in una tasca interna chiusa, meglio se con zip o bottone, oppure in una borsa portata davanti al corpo. Chi usa uno zaino, soprattutto sui mezzi pubblici o in coda, dovrebbe portarlo sul petto o almeno sistemare le chiusure in modo da poterle controllare. È una piccola abitudine, ma pesa. Il ladro cerca accessi rapidi, non ostacoli.

Smartphone che sporge dalla tasca posteriore dei jeans di un pendolare in mezzo alla folla alla fermata
Uno smartphone lasciato visibile nella tasca posteriore dei jeans in un contesto affollato, situazione tipica che facilita i furti.

Anche le borse a tracolla andrebbero tenute aderenti al corpo, con l’apertura rivolta verso l’interno e non verso l’esterno. Il principio è chiaro: più tempo serve per arrivare al telefono, meno il furto diventa conveniente. Vale in vacanza, quando si guarda una mappa o si fotografa un monumento. Ma vale anche nella routine: il tram delle 8, l’ingresso della scuola, il supermercato sotto casa. Proprio nei luoghi in cui ci si sente più tranquilli, spesso, l’attenzione cala.

La truffa dopo il furto: falsi messaggi Apple e Google per rubare le credenziali

Dopo il furto del telefono può partire una seconda fase, meno evidente ma altrettanto pericolosa. I criminali inviano alla vittima messaggi falsi che sembrano arrivare da Apple o Google. Di solito promettono di mostrare la posizione del dispositivo rubato oppure chiedono di “verificare” l’account per recuperarlo. Il link, però, porta a una pagina falsa.

Chi inserisce lì le proprie credenziali consegna ai ladri l’accesso all’account. In alcuni casi questo permette di disattivare i sistemi di blocco, cancellare il telefono o prepararlo alla rivendita. Per questo gli esperti raccomandano di usare solo i canali ufficiali, come Dov’è per i dispositivi Apple o Trova il mio dispositivo per Android. Meglio digitare l’indirizzo a mano o passare dalle app già installate. Mai dai link ricevuti via sms o email. È una regola secca, ma serve.

In caso di sottrazione, bisogna bloccare subito la scheda Sim, cambiare le password principali e avvisare la banca se sul telefono erano attive app di pagamento. La denuncia alle autorità resta necessaria, anche per comunicare il codice Imei, l’identificativo del dispositivo. Non sempre basta a recuperarlo, va detto. Ma può aiutare a seguirne la circolazione e a limitare usi impropri.

Non solo ladri: danni al telefono e rischi di distrazione in strada

La tasca posteriore non è un problema solo per i furti. Sedersi con il telefono nei jeans può piegare la scocca, danneggiare lo schermo o, nei casi peggiori, sottoporre la batteria a pressioni per cui non è stata pensata. Gli smartphone moderni sono resistenti, certo. Ma non sono fatti per sopportare a lungo torsioni e peso del corpo. Il rischio aumenta con custodie rigide o pantaloni molto stretti.

C’è poi la sicurezza in strada. Un telefono sempre a portata di mano spinge a controllare notifiche, messaggi e mappe anche quando sarebbe meglio evitare: mentre si attraversa, si pedala, si guida. Basta un’occhiata breve e il pericolo può arrivare. La raccomandazione della polizia, alla fine, è meno banale di quanto sembri: mettere lo smartphone in un punto sicuro, chiuso e non immediato riduce i furti, protegge i dati e aiuta a non trasformare una distrazione in un incidente.