La parità di genere è lontana in Lombardia: i nomi diversi dall’anagrafe sono solo il 6% delle scuole, mentre appena 74 istituti prevedono la carriera alias
- Home
- Cronaca
- La parità di genere è lontana in Lombardia: i nomi diversi dall’anagrafe sono solo il 6% delle scuole, mentre appena 74 istituti prevedono la carriera alias
La parità di genere è lontana in Lombardia: i nomi diversi dall’anagrafe sono solo il 6% delle scuole, mentre appena 74 istituti prevedono la carriera alias
L’accordo consente di iscriversi con i dati scelti in base all’orientamento sessuale, ma in diversi casi questo diritto rimane solo sulla carte. La maggior parte dei riscontri positivi si concentra nel Milanese (35), nessuna a Lecco, solo una a Pavia, Cremona e Mantova

La carriera alias ha ancora poche ed effettive applicazioni pratiche

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Milano, 6 settembre 2026 – Aumenta il numero delle scuole lombarde che prevedono la carriera alias, anche se restano una quota ancora molto piccola sul totale degli istituti scolastici. Il monitoraggio più completo lo fa Agedo nazionale, associazione di genitori, parenti e amici di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, +: al 29 agosto risultano 546 le scuole che in Italia prevedono nel loro regolamento la Carriera Alias, di cui 540 pubbliche e 6 paritarie. In Lombardia ce ne sono 74, di cui la maggior parte (35) nel Milanese; seguono Brescia e Varese con 9, Monza con 8. Considerando che nel 2024 erano 59, la tendenza è in aumento, ma se guardiamo al totale delle istituzioni scolastiche di fatto solo un 6,6% delle scuole permette a studenti e studentesse di esser chiamati col proprio nome.
La carriera alias è, infatti, un accordo di riservatezza tra la scuola, la giovane persona trans che la frequenta e la sua famiglia, se minorenne: una semplice procedura per cui nel registro elettronico viene inserito il nome scelto dalla persona in transizione al posto di quello anagrafico, evitandole l’imbarazzo di dover continuamente spiegare la propria situazione e subire possibili episodi di bullismo e prevenendo così un possibile abbandono scolastico.

Il Comune di Milano è uno dei pochi in Lombardia e in Italia a garantire la carriera alias
Questione di discrezionalità
Per ora, tutto è rimesso alla discrezionalità delle scuole, visto che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha mai pubblicato un protocollo nazionale sulla carriera alias. Le scuole che la attivano fanno riferimento alla legge 107/2015, che impone di garantire pari opportunità e prevenire le discriminazioni di genere. Le linee guida ministeriali sulla parità di genere citano la disforia di genere come tema di formazione, senza però fornire strumenti applicativi, procedure per attivare il nome di elezione nel registro elettronico, modelli di regolamento, riferimenti normativi per gestire scrutini, pagelle e colloqui con le famiglie.

Il diritto e la libertà di dichiarare e tutelare il proprio orientamento di genere è un diritto acquisito in Europa
In quali atenei è prevista
Agedo, insieme a GenderLens, ha preparato una proposta di Regolamento scolastico per la Carriera Alias, che è a disposizione per fornire supporto alle scuole che lo desiderano. In assenza di un quadro univoco, però, il risultato è che ogni dirigente decide caso per caso, con l’effetto che due studenti con la stessa storia, nella stessa provincia, possono trovare due scuole con due risposte opposte. C’è anche chi torna indietro: in Lombardia per ora non si è verificato questo caso, ma in Italia ci sono almeno due scuole con in corso la procedura di revisione o annullamento del regolamento. Al di fuori delle scuole superiori ed istituti comprensivi, la carriera alias è prevista negli atenei lombardi, mentre pochissimi sono gli enti locali che l’hanno introdotta: nel Comune di Milano è attiva da un anno, mentre è in cantiere (ma non ancora attiva) nel Comune di Brescia.
© Riproduzione riservata