La nuova Italia di Mancini che nasce dalla scossa Baldini
Ci volevano l'interim di Baldini e la scossa che il ct aveva dato in giugno alla Nazionale perché il Mancini II nascesse sotto il segno del coraggio e del rinnovamento. Tre mesi fa, cogliendo le vittorie in Lussemburgo e in Grecia, Silvio lanciò 15 debuttanti in azzurro.
La nuova Italia nasce dalla scossa di Baldini
Sarebbe dovuto essere lui a continuare il lavoro nella rappresentativa maggiore se non fosse l'Antisistema che è, avendo denunciato pubblicamente: "Il nostro calcio è in mano a dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Sono cose che ho sempre detto. Mi diverto a chiamarli lestofanti e spesso questi hanno in mano i fili del gioco". Com'è andata a finire, lo sapete. Dopo le settimane di travaglio federale che tutti conosciamo, saltabeccando da Conte a Pirlo, la scelta di Malagò è caduta sul campione d'Europa 2021 il quale, non casualmente, sui social ha annunciato i prescelti per le quattro partite di Nations League avendo alle spalle il poster del trionfo di Wembley.
Nove esordienti nella Nazionale di Mancini
Nove dei 34 convocati da Mancini per le quattro partite di Nations League sono alla prima chiamata in azzurro: Pessina, Ghilardi, Kayode, Kouadio, Romano, Doumbia, Sebastiano Esposito, Vergara e Zoma. Se il 5 ottobre, a Pescara, l'Under 21 di Baldini non si giocasse la qualificazione diretta all'Europeo 2027, è presumibile che anche Pisilli, Favasuli e Koleosho sarebbero entrati nel gruppone maggiore. Qui, fra i difensori ci sono Ahanor, 18 anni e già 2 presenze, grazie a Baldini; Kayode, 10 presenze in Under 21. A centrocampo Doumbia, 3 presenze nell'Under 21; in attacco, Inacio, un altro dei quindici esordienti baldiniani.
Tour de force in Nations League per gli azzurri
Fuori dal Mondiale da dodici anni; al quinto ct in cinque anni (Mancini, Spalletti, Gattuso, Baldini, Mancini); rotolati al quindicesimo posto del ranking Fifa, in dieci giorni gli azzurri devono affrontare il Belgio di Van Bommel (25 settembre a Roma); la Turchia di Montella (Bursa, 28 settembre); la Francia di Zidane (Parigi, 2 ottobre), di nuovo la Turchia (Bologna, 5 ottobre). Ci vogliono coraggio, determinazione e orgoglio in quantità industriale per evitare che, toccato il fondo in primavera, si cominci a scavare in autunno. Il coraggio di fare scelte innovative in partenza c'è e questa è già una buona notizia, considerata la traversata nel deserto che attende l'Italia. Gioco, determinazione,orgoglio si dovranno vedere sul campo. Sapendo che, se a Coverciano qualcuno accuserà di nuovo dolorini e mal di pancia denunciati a suo tempo da Spalletti, in Nazionale non dovrà rimettere più piede.