La mossa a sorpresa sul fisco, la sicurezza. Meloni da Bari lancia la volata per la campagna elettorale
L’underdog ha rovesciato i pronostici, persino quello più difficile da centrare, consegnando al paese il governo più longevo della Repubblica. Tagliando un traguardo 4 anni fa inimmaginabile: 1413 giorni alla guida di Palazzo Chigi, un giorno in più di Silvio Berlusconi che fu il primo ad affidare a Giorgia Meloni un ruolo di peso, nominandola ministra ad appena 31 anni. Da allora la “biondina della Garbatella” ne ha fatta di strada, prima donna a guidare la nazione, oggi pronta a ricordare gli inizi, a mettere in fila i ricordi, per rivendicare, dal mega evento voluto da Fdi al porto di Bari, che Palazzo chigi non l’ha cambiata nemmeno un po’. Eppure alle spalle si lascia quattro anni sull'ottovolante, tra scontri con opposizioni e magistratura, tra turbolenze interne e crisi internazionali, la lite titanica con Donald Trump, una tela che ancor oggi resta smagliata.
Sui social, al mattino del suo giorno da record, sottolinea come la stabilità non sia «un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare».
Dunque si sofferma sui risultati che è pronta a rivendicare in una campagna elettorale già entrata nel vivo, e che con l’evento di Bari, vivrà il momento clou e svelerà il registro che Meloni è pronta a ricalcare da qui ai prossimi mesi per garantirsi il bis a palazzo Chigi. «In questi anni - scrive - abbiamo lavorato per aumentare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all'Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare». Oggi, nell’evento tra luminarie pugliesi e un palco da far invidia a star da primi posti nellle hit parade, la leader di Fdi rivendicherà quanto fatto ma traccerà la rotta anche su quanto resta da fare.
La road map
A cominciare dalla sicurezza - su cui soffia il vento di Vannacci e la sua “sporca dozzina”, con il capoluogo pugliese tappezzato di volantini sulla remigrazione - a cui ha impresso un cambio di passo, ma rispetto alla quale intende “fare di più” nei mesi a venire e negli anni, se gli italiani le rinnoveranno la fiducia. Grande attesa anche su una possibile mossa a sorpresa sul fronte fisco, il coniglio elettorale che Meloni potrebbe tirare fuori dal cilindro forte dall’uscita dalla procedura d’infrazione in cui il governo confida, e su cui ai piani alti del Mef e di Palazzo Chigi sono pronti a scommettere, dopo la bruciante ferita dell’aprile scorso. La leader di Fdi, prima di intervenire, lascerà che a scaldare la platea siano i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, collegati da remoto con l’unica eccezione di Maurizio Lupi, quarta gamba del governo con il suo NM, arrivato sino a Bari per rivendicare il suo posto al sole. Meloni sa che l’attendono mesi difficili, ancor più tormentati di quel che si lascia alle spalle. Complice una campagna elettorale in cui ognuno cercherà di piantare bandierine, far la voce grossa, per non perdere appeal sul proprio elettorato. La premier ha già saggiato il vento, lo ha visto cambiare e farsi più impetuoso negli ultimi mesi. Anche per questo, forse, nel messaggio affidato ai social, rende merito all’unita del centrodestra.
«Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l'Italia. Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un'alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l'unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare». Pronta a pungere il centrosinistra, con affondi al vetriolo. In uno dei passaggi più pirotecnici di un discorso di circa 50 minuti rivisto con il fido Giovanbattista Fazzolari, e condiviso solo con pochi fedelissimi, la sorella Arianna tra gli “eletti”.
La chiusa guarderà al futuro, a quel “Meloni due” che tutti, nelle file di Fdi e nella stessa coalizione, pensano di poter forse centrare - chissà - solo grazie a lei, a quanto trainerà il centrodestra in campagna elettorale, una “mission” che Meloni si è già intestata tanto da cancellare il grosso degli eventi internazionali in agenda da qui in avanti. «Il prossimo anno - scrive - torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti».
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