La morte di Lorenzo Rovagnati in elicottero: la scarsa visibilità peggiorata da un faro acceso nella nebbia

Biassono (Monza e Brianza), 27 agosto 2026 –  Nessun guasto, ma un errore umano all’origine dell’incidente costato la vita all’erede dell’impero dei salumi, Lorenzo Rovagnati, 42 anni, e ai due piloti dell’elicottero, Flavio Massa, 59enne, e Leonardo Italiani, 30enne. È quanto ha stabilito l’Ansv, l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei voli nella relazione finale dell’inchiesta sull’incidente del 5 febbraio 2025.

Lorenzo Rovagnati ha perso la vita, nell'incidente avvenuto il 5 febbraio 2025, assieme ai due piloti Leonardo Italiani e Flavio Massa

Lorenzo Rovagnati ha perso la vita, nell'incidente avvenuto il 5 febbraio 2025

Le conclusioni, pubblicate sul sito dell’agenzia, sono in linea con quanto emerso dalle indagini di Stefano Benassi, l’esperto incaricato dalla Procura, e da una relazione preliminare che era già stata resa nota dall’Ansv.

La dinamica dell'incidente

L’elicottero era precipitato in una serata di fitta nebbia poco dopop essersi alzato da Castelguelfo in provincia di Parma, nella tenuta della famiglia Rovagnati.

“Si ritiene che sia avvenuto a causa di un probabile disorientamento spaziale del pilota ai comandi con conseguente perdita di consapevolezza del reale assetto dell’elicottero. Successivamente, si verificava quindi, l’impatto al suolo dell’elicottero con velocità sostenuta, nelle fasi iniziali del volo traslato”, si legge nel documento pubblicato. In base allo studio, “al verificarsi dell’incidente hanno verosimilmente contribuito”, varie cause, fra cui “la sottovalutazione da parte dell’equipaggio del drastico e rapido peggioramento delle condizioni meteorologiche (soprattutto in termini di visibilità) sull’eliporto tali da non consentire il volo secondo le regole del VFR notturno (Visual Flight Rules, che in Italia e in Europa disciplinano il volo a vista effettuato tra 30 minuti dopo il tramonto e 30 minuti prima dell’alba, ndr)”.

A questa si aggiungono “un possibile scarso CRM (Crew Rescue Management, scarsa comunicazione della situazione e coordinamento, ndr) nelle fasi iniziali del volo tra il pilota ai comandi ed il pilota addetto al controllo e monitoraggio della strumentazione”, nonché “l’utilizzo del faro di atterraggio durante il decollo, in presenza di forte nebbia, presumibilmente nel tentativo di mantenere il contatto visivo con il terreno, ma che potrebbe aver peggiorato la visibilità esterna producendo ulteriore abbagliamento”.

La perizia della Procura

Lo scorso febbraio dalla perizia tecnica affidata dalla Procura di Parma a Stefano Benassi, uno dei massimi esperti internazionali in materia, era emerso come in considerazione delle norme previste dal Codice della navigazione, l’elicottero non avrebbe mai dovuto prendere il volo a causa della fitta nebbia.

La morte di Lorenzo Rovagnati in elicottero: la scarsa visibilità peggiorata da un faro acceso nella nebbia

Nell’esame dei rottami del velivolo non erano stati riscontrati guasti tecnici e neppure vizi di costruzione o manutenzione. Secondo la stessa relazione dell’Ansv, si legge ancora, “l’elicottero risultava correttamente configurato, rifornito e rientrante nei limiti di peso e centraggio”.