La morte di Fakir, è scontro sulla letalità della cocaina assunta - Notizie - Ansa.it

Alla vigilia della riunione tra gli esperti incaricati di far luce sulle cause della morte di Abderrahim Fakir, si infiamma lo scontro sugli esiti degli esami tossicologici e sul ruolo e sul peso, rispetto ad altri fattori, della cocaina assunta dal 42enne, nel provocarne il decesso.


Per l'avvocato nominato dai familiari del marocchino, Fabio Anselmo, i dati indicano una quantità rilevante di droga, "come ci aspettavamo" ma con un tasso, circa 300 nanogrammi per millilitro, "corrispondente alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma". L'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti che immobilizzarono Fakir, sottolinea invece l'emersione di "un consumo di cocaina protratto per molto tempo in prossimità", cioè stupefacente assunto più volte, nelle ore precedenti alla morte. E "un valore di metabolita, per la scienza, mediamente superiore a quello letale".
Capire come e di cosa è morto Fakir infatti è cruciale per definire eventuali responsabilità delle persone intervenute in via Svevo a Bologna, la mattina del 19 agosto e per indirizzare l'indagine. Nel fascicolo della Procura sono iscritti, nel registro delle annotazioni preliminari, lo "scudo" previsto quando c'è una possibile causa di giustificazione, i due poliziotti che immobilizzarono il 42enne e quattro volontari della Croce Rossa.
Il tema su cui domani si confronteranno a Padova, dove lavora Cristina Basso, anatomopatologa esperta di patologie cardiache scelta dai pm bolognesi nel pool di consulenti, gli esperti incaricati dalle parti, è principalmente se si può individuare un'unica causa di decesso, o più d'una e in che misura. Esclusi, a quanto pare, gravi problemi pregressi al cuore, si valuterà soprattutto l'ipotesi di asfissia, presuntivamente provocata dall'azione degli agenti, e la droga. Per l'avvocato Anselmo "allo stato non ci sono elementi per noi oggettivi per dire che la cocaina sia neppure concausa della morte". E' "indubitabile - aggiunge - che senza la componente asfittica non sarebbe morto in quelle circostanze di tempo e di luogo". Sul punto, Bordoni, invece, preferisce non esprimersi. Dagli esami preliminari dell'autopsia, eseguita il 24 luglio, era stata evidenziata presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento.
Conclusi gli accertamenti medico legali, con una relazione attesa entro il 21 ottobre, il puzzle investigativo sarà quasi completo. La Procura ha incaricato il Ris di mettere in fila e in senso compiuto i tanti video, compresa la bodycam di un agente, che hanno ripreso la scena in via Svevo, prima, durante e dopo la morte. Negli ultimi giorni sono spuntati due ulteriori testimoni: l'uomo con cui Fakir ha passato la notte prima del decesso e un altro, che aveva conservato il suo secondo telefono, consegnato di recente agli inquirenti.

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