La moglie accoltellata in casa, la pensionata presa a colpi di pietra: due femminicidi, un’altra giornata di orrore
Roma - Due femminicidi in poche ore, a quasi 500 chilometri di distanza l’uno dall’altro, e a soli tre giorni dall’omicidio di Tania Terrin a Camponogara, avvenuto nel giorno di Ferragosto. Il conto dell’orrore non si ferma neppure durante le vacanze estive e torna a far impennare l’allarme per un reato che, secondo le statistiche del Viminale, appariva in significativa discesa.
A Colleferro, in provincia di Roma, una donna di 50 anni, di origine polacca, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione di via Cristoforo Colombo. L’allarme è scattato intorno alle 15.30, quando la figlia ventenne è rientrata e ha trovato la madre agonizzante, ferita alla gola da quattro fendenti. Ha chiamato il 112 e ha tentato di rianimarla, seguendo le indicazioni dell’operatore, in attesa dell’ambulanza. Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile: i colpi inferti erano mortali.

Un'immagine di Tania Terrin
Poco dopo, la polizia ha fermato il marito, un sessantanovenne tunisino residente in Italia da vent’anni, mentre si aggirava nei pressi del palazzo. Agli agenti avrebbe confessato: “Ho ucciso io mia moglie”. Due dei cinque figli della coppia avrebbero assistito, terrorizzati, all’omicidio, senza riuscire a fermare la furia del padre. Secondo i primi accertamenti, i coniugi erano ai ferri corti da tempo e si trovavano in fase di separazione. Non risultano, tuttavia, precedenti codici rossi a carico dell’uomo.
Poche ore più tardi, a Corigliano Rossano, nel Cosentino, il cadavere di Carmela Bifano, 72 anni, ragioniera in pensione, è stato trovato in un fondo agricolo di sua proprietà, a Villaggio Frassa. La donna sarebbe stata colpita alla testa con alcune pietre, ma sarà l’autopsia, disposta dalla Procura di Castrovillari, a stabilire con certezza le cause della morte. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Le indagini, tuttavia, si concentrano nell’ambito familiare della vittima, che secondo indiscrezioni si trovava in compagnia del marito, originario della Sardegna. La posizione dell’uomo è al vaglio della polizia.
Agli agenti l’uomo avrebbe raccontato di essersi preoccupato perché non riusciva a rintracciare la moglie e di averla raggiunta nel fondo agricolo che lei era solita curare. È lì che avrebbe trovato la donna ormai priva di vita. A orientare gli investigatori verso l’ipotesi di un possibile femminicidio sarebbero soprattutto le lesioni riscontrate al capo durante l’esame esterno del corpo, effettuato dal medico legale. Chi ha incontrato e aggredito Carmela voleva ucciderla nel modo più brutale e arcaico: a colpi di pietra.
Restano da chiarire le dinamiche esatte di entrambi gli episodi, ma il conto di questi episodi sanguinosi, ormai, si aggiorna ogni giorno. Un’escalation che si scontra con l’inasprimento normativo degli ultimi anni: il Codice rosso, in vigore dal 2019 e recentemente rafforzato, ha accelerato l’adozione delle misure cautelari e i tempi di intervento delle procure. Eppure, ammonimenti, divieti di avvicinamento e denunce raccolte con procedura d’urgenza non bastano.