La lettera di Graziano Rossi, papà di Valentino, ai figli: “Avrei voluto solo un abbraccio”

A sinistra Clara Rossi e a destra Valentino Rossi. Al centro il matrimonio fra Ambra Arpino, 54 anni, e il 72enne Graziano Rossi

A sinistra Clara Rossi e a destra Valentino Rossi. Al centro il matrimonio fra Ambra Arpino, 54 anni, e il 72enne Graziano Rossi

Pesaro, 27 settembre 2026 – Siamo alle porte di un testacoda nella saga della famiglia Rossi, papà Graziano, ed i due figli Valentino detto anche il Fenomeno oppure il Dottore e Clara cantante per vocazione? Assai probabile. In una lunga lettera inviata al ‘Carlino’ Graziano Rossi tira le orecchie alla figlia ma ne ha anche per il figlio che sembra intenzionato a scrivere un libro sulla sua epopea in sella alle moto da corsa. Perché ad un certo punto Graziano Rossi scrive: “C’ è una cosa che vale più di qualsiasi libro – il referimento a Valentino, ndr –, di qualsiasi disco e qualsiasi intervista: il coraggio di guardare negli occhi una persona che abbiamo ferito e dirle semplicemente ’Mi dispiace’. Io quella porta non l’ ho mai chiusa. Ma non posso essere io, ogni volta, a doverla aprire”.

Il matrimonio fra Ambra Arpino, 54 anni, e il 72enne Graziano Rossi

Il matrimonio fra Ambra Arpino, 54 anni, e il 72enne Graziano Rossi

La lettera nasce da alcune dichiarazioni fatte dalla figlia Clara

Una lettera, quella di Graziano Rossi, che nasce da alcune dichiarazioni fatte dalla figlia Clara – che per ora preferisce non intervenire –, 30 anni dopo il lancio del suo ultimo singolo in una festa promozionale fatta in un locale sulle colline di Pesaro. “Papà ti voglio bene e tutto si aggiusterà”, disse. Poi aggiunse anche: “Non ho fatto nulla per soldi”. Un chiaro riferimento alla causa che Clara voleva intentare, prima di fare retromarcia, al padre per ottenere l’assegno di mantenimento di 1500 euro al mese. Cosa che il padre si è sempre rifiutato.

Valentino Rossi

Valentino Rossi

Una triste storia di donne, motori e soldi. Tanti soldi

Clara Rossi entra quindi, in pieno, in questa triste storia di donne motori. E soldi. Tanti. Vi entra quando Valentino chiede al tribunale un amministratore di sostegno per il genitore e poi anche quando il Fenomeno denuncia l’attuale moglie del padre, Ambra Arpino, per circonvenzione di incapace nei confronti dell’uomo. Un fronte giudiziario che finisce tutto a favore di Graziano Rossi. E in questa partita rientra anche Clara che sposa le tesi del fratello Valentino in alcune deposizioni fatte davanti alla Guardia di Finanza.

Clara Rossi

Clara Rossi

"Il desiderio di essere indipendente? Perché non dirlo prima di arrivare a una guerra legale”

“Mi viene detto, in sostanza – scrive Graziano Rossi nella lettera –, che non sarebbe mai stata una questione di interesse, che c’è il desiderio di camminare con le proprie gambe, di costruire il proprio percorso e di affermarsi senza dipendere da nessuno. E io non ho nulla da obiettare sul desiderio di una persona adulta di essere indipendente. Anzi, sono il primo a rispettarlo. Ma una domanda, con tutta la serenità possibile, me la pongo: se questo era davvero il sentimento, perché non dirlo due anni e mezzo fa, prima di arrivare a una guerra legale durata due anni? Perché le parole di oggi, per quanto belle e comprensibili, arrivano dopo fatti molto precisi. Arrivano dopo una vicenda giudiziaria durata quattro anni, che ha coinvolto me e mia moglie, dopo accuse, contestazioni, perizie e momenti che, per chi li vive sulla propria pelle, non si cancellano con un’intervista o con una frase pronunciata per promuovere un libro o un disco”.

La lettera di Graziano Rossi, papà di Valentino, ai figli: “Avrei voluto solo un abbraccio”

"Un padre resta un padre e perché non dirmi ‘Papà, forse abbiamo sbagliato”

La conclusione è amara. Scrive ancora Graziano: “Un padre resta un padre. E allora mi chiedo: dopo tutto quello che è successo, dopo le accuse, dopo gli insulti, dopo quattro anni di vicenda giudiziaria, non sarebbe stato più umano, almeno una volta, venire semplicemente alla mia porta? Non per parlare di soldi. Non per parlare di libri. Non per parlare di dischi. Non per dimostrare chi avesse ragione. Semplicemente per dire: ‘Papà, forse abbiamo sbagliato. Proviamo a fare un passo indietro’. Oppure, ancora più semplicemente, per darmi un abbraccio. Quell’abbraccio non è mai arrivato”. Siamo al testacoda annunciato.