La Juventus batte il Chelsea: cosa ha detto l’amichevole di Hong Kong

Giovanni Capuano

5 Agosto 2026 – Lettura: 2 minuti

Passi avanti per i bianconeri ma Spalletti deve ancora avere risposte dal mercato. Difesa e modulo, però, sembrano convincenti.

La Juventus compie un passettino in avanti nella costruzione della prossima stagione, batte il Chelsea di misura (1-0 gol di Zhegrova) nel test di Hong Kong e consolida alcune indicazioni utili per Luciano Spalletti.

Nessuna conclusione, sia chiaro. Troppo presto per fare bilanci e per illudersi, anche se vincere contro una big della Premier League fa bene al morale e indica che la strada intrapresa è promettente. In attesa che il mercato di Carnevali e Massara risolva quelle sue cose, portiere soprattutto, che devono essere risolte con una certa urgenza.

A dire la verità questa estate juventina sta smentendo alcuni dei capisaldi di fine maggio. Il dato che balza all’occhio è che la porta è rimasta inviolata negli ultimi quattro match, sfida con il Chelsea compresa. A Hong Kong si è rivisto Bremer che verrà utile dopo essere stato sulla via della cessione. Dunque, l’equilibrio è possibile seppure da verificare quando i ritmi si alzeranno e i punti conteranno davvero.

Cresce anche l’autorevolezza, segnali confortanti per una squadra che ha gettato al vento la qualificazione alla Champions League spesso incartandosi prima psicologicamente che tatticamente. Altro segnale da considerare: Spalletti sta lavorando su un 3-4-2-1 che contro il Chelsea si è mosso bene e in maniera armonica, creando molto e rischiando il giusto. Quando Yildiz e Alajbegovic (assente a Hong Kong come Kolo Muani) saranno in condizione è uno spartito su cui insistere.

La voce attaccante rimane, ovviamente, quella dove c’è da lavorare con intensità. Kolo Muani è stato un investimento importante ma dietro di lui, dovendo uscire David (bocciato anche con il Chelsea) c’è il vuoto: troppo rischioso approcciare la stagione così. La sintesi è che Spalletti sta lavorando ma una parte del lavoro continua a essere svolto su materiale umano che è destinato a perdere. Non comodo e nemmeno funzionale.