La Juve tra un'incredibile sequenza di errori, vecchi spettri e nuove speranze
24 agosto 2026, 08:14
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La Juve ha sbagliato sette gol in un’ora. Tutti e sette clamorosi per grossolanità dell’errore o sfortuna. Qualsiasi analisi deve partire da questo problema, perché se una sola di quelle sette micidiali occasioni da gol fosse stata trasformata, sarebbe cambiato molto nella valutazione della partita e sarebbe, forse, migliorato l’umore dei tifosi, ai quali è rimasto negli occhi quell’orrido ultimo quarto d’ora di panico, passato a difendere il golletto di Bremer. Se la Juve non risolve il problema di concretizzare quello che crea - che poi è l’identico problema della scorsa stagione -, allora sarà dura ipotizzare un risultato finale migliore.
Kolo Muani e la ricerca del centravanti da gol
E il fatto che, il più facile dei gol falliti dai bianconeri, se lo sia mangiato proprio Kolo Muani, peggiora lo scenario, perché per lui sono stati spesi cinquanta milioni, perché è stato fortemente voluto da Spalletti, perché l’incubo di aver pescato un altro David tormenta ancora i pensieri bianconeri, perché quella ciabattata grida vendetta. Tuttavia non si può scoprire oggi che Kolo non è un bomber spietato, che non è il classico numero nove, ma un attaccante di manovra.
Tant’è che la Juve quel tipo di attaccante lo sta ancora cercando sul mercato. Il guaio, semmai, è che se dovesse prendersi Zirkzee, Spalletti avrebbe un altro attaccante di manovra, tecnica e movimento ma, al netto della qualità dell’olandese, non quel bomber d’area che va cercando.
Juve, buona parte dei guai...
Occhio: buona parte dei guai degli ultimi cinque anni di Juve dipendono da equivoci di mercato, di acquisti concettualmente sbagliati. Quest’estate, Carnevali e Massara hanno finora comprato con maggiore razionalità e, per esempio, ieri pomeriggio si è apprezzata molto il pragmatismo di uno come Celik, che in una partita ha preso il posto a Cambiaso (giocatore da ritrovare, ma chissà dove...).
Nell’ultima settimana di mercato devono risolvere il problema del “centravanti da gol” con la stessa lucidità. Dopodiché non può essere un solo acquisto, per quanto azzeccato, a risolvere tutti i problemi della Juve, che dipendono da una ancora grave mancanza di qualità generale, da deficit caratteriali già evidenziati nella scorsa stagione e dalla condizione non ottimale del suo miglior giocatore, Yildiz, reduce da periodo difficile, che sembra aver lasciato anche delle scorie psicologiche nel numero dieci bianconero.
Secondo: McKennie è sempre più maturo e utile, Celik è ottimo e abbondante, Conceiçao (gol sbagliato a parte) ha una bella energia dentro, Bremer resta affidabile nella sua area e in quella altrui, Kalulu è la certezza di sempre.
Terzo: la capacità di creare azioni da gol. Perché, vista dall’altro lato, l’incredibile sequenza di errori sotto porta è in fondo una discreta lista di azioni offensive costruite.
Douglas Luiz, Kessiè e Lucumì: la Juve deve migliorare la costruzione
In questo senso l’apporto di Douglas Luiz è significativo, perché ha visione e piede, pur mancandogli il passo e dando uno scarsissimo contributo difensivo. Spalletti sta tirando fuori il meglio da quello che, fino a due mesi fa, era uno scarto da piazzare altroveì. Se Douglas facesse un ulteriore miglioramento potrebbe diventare un giocatore determinante, altrimenti rimane un grosso “boh”, perché i contro, alla lunga, possono superare i pro. Certo, il fatto che Douglas Luiz risulti in qualche modo importante per il gioco della Juve parla in modo eloquente (o forse inquietante) a proposito della qualità dei centrocampisti bianconeri. Kessiè, che pare essere un po’ più vicino, potrebbe aumentare il dinamismo e l’esperienza, ma per migliorare la costruzione, forse, la Juve deve sperare in Lucumì (ieri in panchina), perché uscire più rapidamente e con meno impacci da dietro può innescare ancora meglio la creazioni di azioni pericolose. Certo, poi, bisogna buttarla dentro.
La Juve ha sbagliato sette gol in un’ora. Tutti e sette clamorosi per grossolanità dell’errore o sfortuna. Qualsiasi analisi deve partire da questo problema, perché se una sola di quelle sette micidiali occasioni da gol fosse stata trasformata, sarebbe cambiato molto nella valutazione della partita e sarebbe, forse, migliorato l’umore dei tifosi, ai quali è rimasto negli occhi quell’orrido ultimo quarto d’ora di panico, passato a difendere il golletto di Bremer. Se la Juve non risolve il problema di concretizzare quello che crea - che poi è l’identico problema della scorsa stagione -, allora sarà dura ipotizzare un risultato finale migliore.
Kolo Muani e la ricerca del centravanti da gol
E il fatto che, il più facile dei gol falliti dai bianconeri, se lo sia mangiato proprio Kolo Muani, peggiora lo scenario, perché per lui sono stati spesi cinquanta milioni, perché è stato fortemente voluto da Spalletti, perché l’incubo di aver pescato un altro David tormenta ancora i pensieri bianconeri, perché quella ciabattata grida vendetta. Tuttavia non si può scoprire oggi che Kolo non è un bomber spietato, che non è il classico numero nove, ma un attaccante di manovra.
Tant’è che la Juve quel tipo di attaccante lo sta ancora cercando sul mercato. Il guaio, semmai, è che se dovesse prendersi Zirkzee, Spalletti avrebbe un altro attaccante di manovra, tecnica e movimento ma, al netto della qualità dell’olandese, non quel bomber d’area che va cercando.