La Germania accusa la Russia per il drone-bomba a Lipsia: «Non ci facciamo intimidire»

La Germania si prepara ad accusare formalmente la Russia per il tentato attacco con un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle. Le indagini sarebbero ormai vicine alla conclusione e, secondo la Bild, le tracce raccolte dagli investigatori condurrebbero a un servizio segreto russo. L’operazione sarebbe dunque stata ordinata da Mosca, anche se finora il governo tedesco ha evitato attribuzioni ufficiali. «La Russia deve sapere che la Germania è un fattore di stabilità in Europa e che è sempre pronta a trattare, ma che non si lascerà in nessun modo intimidire». Lo ha detto il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul in Algeria, prima che parlasse la portavoce del ministero degli esteri russo. «Dalla nostra parte non c'è alcuna reazione spropositata, ma una reazione se veniamo attaccati», ha detto, rispondendo a una domanda se Berlino debba temere una controreazione russa al pacchetto di misure in preparazione come risposta all'attacco dei droni di Lipsia, di cui Berlino non ha ancora attribuito ufficialmente la responsabilità. 

Il cancelliere Friedrich Merz aveva già annunciato «gravi conseguenze» per l’incidente. Berlino starebbe ora preparando sanzioni «pesanti» contro entità russe, da affiancare alle nuove misure punitive in discussione a Bruxelles. L’annuncio potrebbe arrivare in concomitanza con la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea in Irlanda. Le misure da adottare nei confronti della Russia saranno concordate con i partner europei, secondo quanto riporta la Bild.

Si ipotizzano misure diplomatiche, tra cui la convocazione dell'ambasciatore russo presso il ministero degli Affari Esteri. Inoltre, alcuni membri del personale dell'ambasciata russa potrebbero essere dichiarati persone non gradite e costretti a lasciare la Germania. Negli ambienti diplomatici si parla anche di ulteriori sanzioni contro Mosca, in coordinamento con altri Stati membri dell'Ue. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul sarebbe in contatto con i suoi omologhi al riguardo.

Secondo tre funzionari a conoscenza del dossier, il governo considera ormai insufficienti risposte limitate come l’espulsione di diplomatici o la chiusura della Casa Russa a Berlino. Tra le ipotesi ci sarebbero sanzioni più incisive e un aumento delle forniture militari all’Ucraina. Restano però ancora da definire i destinatari delle misure e il livello di responsabilità che verrà attribuito direttamente al Cremlino.

La Germania si prepara anche a possibili ritorsioni russe. Il caso di Lipsia si inserisce infatti nella lunga serie di incidenti avvenuti sul territorio europeo e indicati da alti funzionari come parte di una «guerra ibrida». La tensione è aumentata anche dopo la visita a sorpresa a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, che avrebbe messo in guardia la Russia contro una nuova escalation con la Nato. La svolta arriva inoltre alla vigilia di importanti elezioni regionali tedesche, con l’AfD, partito di estrema destra considerato filorusso, in testa nei sondaggi in alcuni Länder.

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