Castelcivita, “La dieta del Cilento” Mondadori a Spazio Mollica

Spazio Mollica, i libri
di Carmen Autuori
Spazio Mollica, a Castelcivita, è una casa senza pareti delimitata dai maestosi Monti Alburni, i tramonti dalla bellezza struggente e la valle di un territorio ancora incontaminato, attraversato dal fiume Calore che si insinua tra boschi secolari e argentee distese di ulivi.

Spazio Mollica, gli Alburni
Ma una casa non è soltanto uno spazio compreso tra quattro mura: è soprattutto accoglienza, ascolto, condivisione. È la casa di un tempo, quella delle comunità dell’entroterra, dove la porta sempre aperta era un invito a fermarsi e a condividere gioie e dolori. Un luogo dove ci si ritrovava a parlare, il cibo diventava patrimonio comune e il tempo era scandito più dalle relazioni che dall’orologio.

Spazio Mollica, l’ingresso
È qui che Gabriela Bellissimo, psicologa e psicoterapeuta, ha scelto di ampliare la funzione del luogo in cui svolge la sua professione, trasformandolo in uno spazio di incontro, accoglienza e connessioni profonde tra le persone, la natura e il territorio.

Spazio Mollica, Gabriela Bellissimo
L’idea nasce dalla sua esperienza professionale e dalla convinzione che il benessere non possa essere racchiuso nella sola dimensione individuale, ma debba essere considerato nella sua interezza bio-psico-sociale. Un benessere che passa anche dalla convivialità, dal tempo dedicato agli altri e dalla possibilità di costruire relazioni in una società sempre più segnata dalla fretta e dall’individualismo. Il tempo lento, in questa prospettiva, non è una rinuncia, ma una forma di cura: significa fermarsi, ascoltare, condividere e ritrovare sé stessi.
È una sensibilità che appartiene anche alla storia familiare di Gabriela, dove generazioni di donne hanno custodito ricette e gesti, tramandandoli di madre in figlia e raccogliendoli anche in un prezioso quaderno di famiglia. Un patrimonio domestico che racconta quanto il cibo possa essere molto più di nutrimento: è identità, memoria e, soprattutto, relazione.
Da qui nasce anche l’idea di custodire tradizioni e cultura identitaria come forma concreta di attenzione al benessere sociale. Perché ciò che appartiene alla nostra storia rafforza l’identità personale, rinsalda i legami e restituisce valore alla dimensione comunitaria, diventando una possibile risposta alla solitudine e all’individualismo imperante.
Non poteva esserci, dunque, luogo più coerente per presentare La dieta del Cilento. Le ricette del Cuoncio Cuoncio di Luciano Pignataro, edito da Mondadori. Un libro che non è il solito ricettario, ma la sintesi di un lavoro di ricerca e di ascolto portato avanti nell’arco di un trentennio, attraverso le storie e le testimonianze di famiglie, agriturismi e protagonisti della cultura gastronomica cilentana. Una raccolta che diventa anche un manifesto di resistenza culturale all’omologazione gastronomica e alla progressiva affermazione di un’alimentazione sempre più basata su prodotti processati, perché preserva pratiche alimentari che hanno rappresentato il nucleo di quella cultura da cui è maturato il riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea.

Spazio Mollica, il talk. Da Destra Vincenzo Pizza, Ofelia Babbaro, Luciano Pignataro, Donato Stellavato, Carmen Autuori, Gabriela Bellissimo

Spazio Mollica, la locandina della presentazione
È proprio qui che la filosofia del libro incontra quella di Spazio Mollica: nell’idea di nutrimento come qualcosa che va oltre ciò che portiamo in tavola e che riguarda il rapporto con la terra, la comunità e le persone. Un invito a recuperare il valore della convivialità e del tempo lento, quello necessario per preparare, condividere e gustare il cibo, ma soprattutto per tornare a stare insieme.

Spazio Mollica, pomodorini e fichi d’India

Spazio Mollica, i prodotti dell’orto
I produttori
A raccontare questa filosofia attraverso il lavoro quotidiano sono stati, durante la presentazione, alcuni produttori e un ristoratore del territorio, espressione di una cultura gastronomica profondamente legata ai luoghi.
Da Castelcivita è arrivato il pane dell’Antica Panetteria Cheravanna di Ofelia Babbaro, prodotto a partire da grani locali cilentani e del Vallo di Diano, tra cui Senatore Cappelli e Carosella, macinati a pietra. Il lievito madre, la lievitazione nei panni di canapa e la cottura nel forno a legna degli Alburni restituiscono una lavorazione che conserva tempi e gesti antichi. Pane, pizza casereccia con pomodoro e cacioricotta di capra, focacce, viccio cilentano, mascuotto sono i prodotti di punta della giovane panificatrice.

Spazio Mollica, il pane di Cheravanna

Spazio Mollica, Ofelia Babbaro
Da Controne, la Taverna degli Antichi Sapori di Donato Stellavato ha portato in tavola la i tubettini con i fagioli, preparata con il Fagiolo di Controne, Presidio Slow Food, il prodotto che ha contribuito a far conoscere il piccolo borgo degli Alburni ben oltre i confini del territorio. Un piatto della tradizione contadina che nella qualità della materia prima e nella cura della preparazione riporta a tavola l’identità di un territorio.

Spazio Mollica, Donato Stellavato

Spazio Mollica, i tubettini con i fagioli di Controne
A rappresentare la norcineria è stata Casa Gasparro di Roccadaspide, impegnata nella salvaguardia dell’antica Razza Pelatella, autoctona campana e parte della storia della tradizione suinicola del territorio. L’allevamento e la lavorazione artigianale valorizzano una razza dalle caratteristiche peculiari, con carne ricca di grasso morbido e particolarmente aromatica. Tra i salumi proposti, il Lonzardo di Antica Razza Pelatella, ottenuto dalla lonza e arricchito con il lardo dorsale. Si distingue per la consistenza morbida e il gusto delicato, affinato da una stagionatura di 4-6 mesi: un prodotto che lega allevamento, trasformazione e identità del territorio.

Spazio Mollica, il Lonzardo di Casa Gasparro
A chiudere il racconto, il vino de La Cantina dei Nonni di Doto Michele, azienda agricola nata nel 2011 a Castelcivita che ha raccolta una tradizione familiare portata avanti da generazioni. I vigneti, in località Cappellano, crescono alle pendici degli Alburni, poco lontano dalle Grotte di Castelcivita, e da qui provengono tutte le uve vinificate in azienda. Tra queste l’Aglianicone, antico vitigno del territorio, esprime il legame con questa terra attraverso una produzione che segue ogni fase, dalla coltivazione alla raccolta manuale, fino alla fermentazione naturale.

Spazio Mollica, Luciano Pignataro e Donato Alonso

Spazio Mollica, fichi e primosale

Spazio Mollica, tagliere di formaggi
Le serate come quella del Cuoncio Cuoncio a Spazio Mollica confermano che, tra le pieghe del nostro entroterra, esiste ancora un patrimonio straordinario di persone, storie e prodotti. Bisogna solo fermarsi, guardare e ascoltare. Cuoncio Cuoncio.