La conta dei danni dopo l’inferno di fuoco «Tragedia sfiorata» - L'Unione Sarda.it
Carbonia-Domusnovas.
18 luglio 2026 alle 00:46
Diverse persone in ospedale a causa del fumo, centinaia di ettari di verde finiti in cenereSi contano i danni a Carbonia e a Domusnovas dopo la giornata infernale di giovedì dove svariate centinaia di verde sono finite in cenere, diverse persone sono finite in ospedale a causa dell’aria resa irrespirabile dal fumo e un numero imprecisato animali selvatici e randagi è stato ucciso dal fuoco.
Carbonia
Nella città mineraria a farne le spese sono sempre i residenti delle zone periferiche che devono subire danni ai terreni e vedere le proprie abitazioni messe a rischio dalle fiamme. Prima Campo Frassoli, Corongiu, Barbusi e poi l’agglomerato di Is Serafinis tra Carbonia e Cortoghiana con le fiamme che, spinte dal vento da sud, hanno distrutto numerosi terreni privati, radendo al suolo numerose piante di ulivo. Minacciate anche diverse abitazione sia nei pressi della frazione che a ridosso della Statale 126, dove ieri mattina il fuoco è ripartito, poi bloccato dall’intervento della protezione civile e vigili del fuoco di Iglesias coordinati dal Corpo forestale e con la strada presidiata da Polizia locale e Anas. Danni e tanta paura a ridosso del centro abitato di Carbonia, come sempre la zona colpita e quella che da via del Minatore arriva a via Dalmazia, con le fiamme partite dal centro dei campi in totale abbandono un tempo area di discarica della miniera di Sirai adesso area di discarica per tutti, mai bonificata e dove non esiste prevenzione per gli incendi salvo un tratto a ridosso della rotonda di via del minatore. Si è rischiata la tragedia quando le fiamme arrivate nei pressi della rotonda che porta all’ospedale Sirai, hanno minacciato un mezzo della protezione civile e forestale che stavano operando. Grazie alle forze a terra e all’elicottero arrivato da Elmas le fiamme hanno risparmiato i palazzoni di Area. Non sanno più a che santo rivolgersi i residenti della lottizzazione Dalmazia e di via Castelsardo ogni anno minacciati dalle fiamme.
Domusnovas
Il grande rogo che giovedì ha seriamente minacciato alcune villette per poi invadere i boschi a nord dell’abitato, impegnando uomini e mezzi dalle 13.30 a tarda sera, ha devastato ben 250 ettari di territorio e ucciso un numero enorme animali selvatici). Lo rileva l’Ispettorato del Corpo Forestale di Iglesias, impegnato nello spegnimento e nel coordinare un imponente dispositivo regionale e nazionale di lotta agli incendi che, dall’alto, ha visto impegnati 5 elicotteri e 3 canadair e a terra 15 mezzi e oltre 50 uomini tra vigili del fuoco, protezioni civili, Corpo Forestale, agenzia Forestas e tanti volontari. Sul posto anche 2 ambulanze, carabinieri, polizia locale ed ufficio tecnico. Il principale indiziato, a fuoco spento, un vicino traliccio della corrente (dietro al centro Aias): 4 esplosioni avrebbero innescato le fiamme che hanno subito arso i giardini di tre villette per poi propagarsi su vari fronti devastando estese aree a ridosso della panoramica per la grotta di San Giovanni ed altre ancora e minacciando anche la Rwm. Evacuate anche alcune villette nella zona dietro la grotta. La consigliera comunale Maria Franca Floris ha visto in fiamme il giardino della sua casa: «Paura? Tanta, – racconta – mio figlio e mia cognata hanno inalato fumo e sono stati portati al Sirai». Federica Lusci è stata convinta a lasciare la sua casa (ed è stata poi trattata dai sanitari) mentre i pompieri domavano le fiamme tutt’attorno: «È andato a fuoco l’impianto idrico, cavi della corrente e del telefono, ero spaventata a morte». Ad allontanarla da casa e a dare una gran mano ai soccorsi Raffaele Lebiu, un volontario: «Nel luglio 2025 un grosso incendio ha minacciato la mia casa e l’azienda, era scontato dare una mano». Sindaca, assessori e consiglieri hanno coordinato i lavori: «La situazione era da subito grave ma c’è stata un’enorme mobilitazione da parte di professionisti e volontari che ringraziamo. Un grazie particolare alla signora Luisa Concas che ha aperto a tutti la sua casa e il suo frigo e permesso di coordinare le operazioni. Il consigliere regionale Gigi Rubiu (FdI) annuncia la richiesta di «convocazione urgente della Commissione consiliare competente per valutare ristori e sostegni per le aziende colpite».
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