La clementina che allunga la stagione degli agrumi è tutta made in Campania
La Perrina tardiva della Piana del Sele si prepara a rivoluzionare non solo il mercato internazionale degli agrumi ma anche a diventare l’esempio concreto che l’innovazione di filiera può davvero fare la differenza in agricoltura. Fresca dell’ottenimento del brevetto comunitario, la varietà sviluppata dall’agronomo Francesco Perri concretizza «un’opportunità per ampliare il calendario della clementina italiana e rispondere alle esigenze della filiera e della distribuzione», spiega Marco Eleuteri, ad della società agricola consortile Armonia che ha la sua sede principale a Battipaglia, provincia sud di Salerno. La nuova varietà interamente made in Italy è ufficialmente entrata nel percorso di sviluppo commerciale dell’agrumicoltura nazionale anche grazie alla privativa comunitaria dal Community Plant Variety Office (Cpvo), al termine delle verifiche ufficiali di Distinguibilità, Uniformità e Stabilità (Dus) condotte dall’Unità di esame tecnico per l’identificazione delle varietà (Uetiv), presso l’Ivia di Valencia. Il brevetto è stato rilasciato con validità fino al 31 dicembre 2056 e certifica, a livello europeo, la clementina Perrina «individuata attraverso la selezione clonale di una mutazione gemmaria spontanea osservata su una pianta di Clementine comune e successivamente sottoposta a un articolato percorso di sperimentazione e risanamento del materiale vegetale», spiegano dall’Op Armonia che ha assunto in esclusiva la gestione della diffusione commerciale della varietà sulla base degli accordi con il costitutore.
IL PRODOTTO
Perrina non è solo un agrume profumato, gustoso, “timido” ma anche resistente e furbo, è soprattutto un progetto strategico di innovazione varietale e di sviluppo della filiera. «Con la clementina Perrina - spiega ancora Eleuteri - diamo concretezza a un’esigenza che riguarda tutta la filiera agrumicola: ampliare e qualificare il calendario commerciale della clementina italiana attraverso una proposta varietale innovativa, sviluppata nel nostro Paese. Il nostro compito è trasformare il valore della ricerca varietale in un progetto di filiera strutturato, capace di coinvolgere produttori, vivaistica, distribuzione e consumatore finale». Il principale elemento distintivo di Perrina è rappresentato dalla finestra di maturazione tardiva (tra la seconda metà di dicembre e l’intero mese di febbraio) e la sua coltivazione nasce con l’obiettivo di creare una continuità tra la clementina tradizionale e le varietà tardive di mandarino oggi già presenti sul mercato. Il progetto è già in una fase molto avanzata: nella Piana del Sele, presso l’azienda Paloma, per esempio, ci sono circa 10mila piante che hanno già compiuto cinque anni. I risultati produttivi raggiunti consentono dunque di avviare il progetto a una fase di progressiva crescita dei volumi. Per la campagna in corso, la disponibilità prevista è di circa 500 tonnellate, un quantitativo che consente di potenziare una presenza commerciale importante e programmata.
IL MODELLO
Anche dal punto di vista strategico il progetto Perrina si contraddistingue per la collaborazione tra soggetti diversi della filiera. La varietà nasce infatti dalla ricerca privata dell’agronomo Francesco Perri, il percorso di sviluppo ha coinvolto anche il Crea-Ofa di Acireale, che ha curato la fase di risanamento del materiale vegetale mentre la moltiplicazione e la produzione delle piantine sono affidate in esclusiva ai Vivai Milone di Lamezia Terme. Il riconoscimento della privativa comunitaria diventa dunque importante anche per “certificare” in maniera indiretta il valore del modello adottato, «fondato sulla collaborazione tra ricerca privata, ricerca pubblica, vivaistica, produzione e organizzazione commerciale». «L’innovazione varietale - prosegue l’ad Eleuteri - ha valore quando riesce a diventare innovazione di filiera. Lavoriamo con i nostri partner affinché Perrina possa essere presentata al mercato non semplicemente come una nuova varietà, ma come un progetto italiano che unisce ricerca, produzione, organizzazione commerciale e valorizzazione del prodotto».
I NUMERI
Un investimento che il Consorzio Armonia ha perseguito con convinzione, forte di una posizione di leadership consolidata sul mercato nazionale e internazionale. La Op riunisce circa 80 agricoltori distribuiti tra Basilicata, Calabria, Campania, Marche e Puglia, per un totale di 1.500 ettari di coltivazioni. L’offerta spazia dalla frutta agli ortaggi, incluse verdure adulte e “baby leaf”, suddivise in diverse linee di prodotto. L’azienda impiega cento dipendenti diretti e oltre seicento nell’indotto, distribuendo i propri prodotti nelle principali insegne italiane e in Europa (25% del fatturato è destinato all’export, prevalentemente per le produzioni biologiche). Nel 2025, l’azienda ha registrato un fatturato di 41,5 milioni di euro nel 2025 (+ 18% rispetto al 2024), con previsioni di crescita del +15% per il 2026.