La buona sanità nella lettera del Primario: «Così abbiamo salvato il paziente al Cardarelli»
La buona sanità fa rumore e, soprattutto, la buona sanità fa squadra. E' un segnale forte quello che arriva da Napoli, un messaggio lanciato dall'Unità Operativa Complessa di Prima Chirurgia Generale ed Oncologica ad Alta Specializzazione Pancreatica dell'azienda ospedaliera di Rilievo Nazionale “Antonio Cardarelli” dove il primario, Carlo Molino, ha scritto una lettera. Nel documento rivolto alla sua equipe di infermieri, il medico ripercorre le ore di una notte di guardia dove l'intervento tempestivo ed eccezionale dei sanitari di turno ha salvato la vita ad un paziente, A.P. che, apparentemente, non aveva dato segnali eclatanti di criticità. L'encomio del primario Molino si riferisce ad un episodio accaduto pochi giorni fa, lo scorso 22 settembre, nel turno compreso tra le ore 20.00 e le 8.00 del mattino. Un episodio definito come una testimonianza concreta e tangibile di come la presenza costante, la vigilanza clinica e la competenza professionale del personale infermieristico nei reparti di degenza siano fattori determinanti per la tutela della salute e per il salvataggio di vite umane.
LA LETTERA
«Con questa lettera è mia intenzione voler porre l'accento sull'attività svolta dalla guardia infermieristica che con professionalità ed estrema consapevolezza delle condizioni cliniche ancora non palesemente gravi del paziente ha allertato immediatamente il medico di guardia salvandogli al vita» si legge nella lettera che precisa l'eccellenza delle infermiere e dell'operatrice citate per nome e cognome e del loro coordinatore infermieristico. «In particolare gli infermieri citati controllando il paziente che aveva esami e condizioni cliniche fino al termine del turno pomeridiano perfettamente regolari hanno compreso da una sintomatologia sfumata che facilmente poteva essere sottovalutata il rischio imminente di vita»
L'ENCOMIO
La lettera del primario di Prima Chirurgia del Cardarelli sottolinea la «capacità d’osservazione critica, l'intuito professionale e la solerzia delle infermiere nell'intercettare una sintomatologia sfumata che ha fatto la differenza tra la vita e il rischio imminente», da considerare prova tangibile della buona sanità che, a volte, quando c'è il lieto fine non fa notizia. L'encomio sottoscritto da Molino è stato inviato anche alla direzione del Cardarelli e all'Ordine Professionale per «ribadire con orgoglio l'alto valore scientifico, umano e strategico della professione, essere presenti nei reparti con elevata preparazione e sensibilità clinica significa, ogni giorno, garantire sicurezza e salvare vite».