L’ora delle risposte. Orso, Rowe, l’Heidenheim. Il Bologna di Tedesco va alla ricerca di certezze
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Oggi alle 16 il secondo test per i rossoblù, dopo la brutta sconfitta con l’Arminia. L’ad Fenucci: "Con Ricky siamo vicinissimi, ma non possiamo attendere molto". Intanto Johnny paga la cena alla squadra per farsi perdonare il rosso di sabato.

Oggi alle 16 il secondo test per i rossoblù, dopo la brutta sconfitta con l’Arminia. L’ad Fenucci: "Con Ricky siamo vicinissimi, ma non possiamo attendere molto". Intanto Johnny paga la cena alla squadra per farsi perdonare il rosso di sabato.

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dall’inviato
VALLES (Bolzano)
Nel calcio c’è un aggettivo di cui si abusa spesso: importante. Eppure il test di oggi con l’Heidenheim, club che a maggio è retrocesso nella serie B tedesca dopo un diciassettesimo posto nell’ultima Bundesliga, per il Bologna di Tedesco è precisamente questo: importante. Importante, soprattutto, sarà non ripetere gli errori e le amnesie che hanno reso la prima uscita in Val Pusteria, lo 0-4 di sabato con l’Arminia Bielefeld, una spaesante via crucis per i duemila cuori rossoblù saliti in ritiro per applaudire la squadra e viceversa vittime di un brusco risveglio.
Oggi pomeriggio di tifosi non ce ne saranno altrettanti (alte però le presenze al campo anche all’inizio della seconda settimana): ma non è questo un valido motivo per toppare una seconda volta. Occhio però, perché chi ha visto l’Heidenheim allenarsi nella vicina Naz-Sciaves dipinge undici schegge in corpi di mastino. Del resto, come per l’Arminia, la Zweite Bundesliga comincia l’8 agosto, ragion per cui il Bologna che è ancora seduto sui banchi di scuola per assimilare la nuova filosofia di gioco oggi rischia di scontare di nuovo un gap di condizione atletica. E’ il calcio di luglio, con tutti gli annessi e connessi: sentenze definitive mai, ma qualche prima risposta sì.
Intanto il Bologna continua ad attendere risposte da Orsolini in materia di rinnovo di contratto. "Stiamo dialogando – diceva ieri l’ad Claudio Fenucci, presente a Valles e in serata raggiunto dal diesse Marco Di Vaio –. Non siamo lontanissimi, quindi se non ci saranno altre sorprese, relativamente alla parte economica, alla fine dovremmo arrivare al prolungamento di contratto per fare di Orso una bandiera. I tempi? Non possiamo attendere molto, sennò diventa una telenovela".
Tutto il Bologna si attende una risposta anche da Jonathan Rowe, sabato finito dietro la lavagna dei cattivi per un’espulsione figlia di un inspiegabile nervosismo. "Il mercato non c’entra – smorza i toni Fenucci – anche perché per lui non ci è arrivata nessuna richiesta. La multa? Ha già pagato una super cena ai compagni, dopo essersi scusato". Finita lì. Anzi: finita con l’applauso scrosciante dei fedelissimi di Valles che ieri nell’allenamento del mattino hanno molto apprezzato il salvataggio in corner, da difensore aggiunto, con cui l’inglese ha sventato il cross di un compagno, gesto tecnico che lo stesso Rowe ha festeggiato con un’esultanza feroce. Croce e delizia: quelli che cambiano il corso di una partita a vanno presi così. Poi ci sono i metronomi alla Freuler, "ad oggi un calciatore libero, per motivazioni economiche, nonostante il grande rapporto che ha sempre avuto con noi", chiosa Fenucci.
E allora sotto con l’Heidenheim, guidata in panchina ininterrottamente dal 2007 dalla leggenda locale Frank Schmidt, che dalla quinta serie l’ha portata fino alla Bundesliga: chapeau. Il collega Tedesco, invece, ieri pomeriggio sul campo provato un undici, con l’abito del 4-3-3, che sapeva tanto di titolarità: Skorupski; Zortea, Vitik, Heggem, Miranda; Bernardeschi, Pobega, El Azzouzi; Orsolini, Castro, Cambiaghi.
Intanto da stasera il tecnico abbraccia due nuove pedine: Moro e il neo arrivato Alhassane, che si uniranno ai compagni a Valles.
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