L’omonimo dell’imprenditore arrestato: "Sui social mi cercano tutti da giorni"

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Lo psicologo Antonio Cervigni: mi hanno chiamato anche i miei pazienti, dicendosi sicuri che non ero io

Lo psicoterapeuta pollentino Antonio Cervigni

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Si chiama anche lui Antonio Cervigni e anche lui è di Pollenza. Ma non c’entra niente però con l’imprenditore edile omonimo finito in arresto a seguito della maxi inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. Così il dottor Cervigni, psicologo e psicoterapeuta con studio nella frazione Rotelli, dopo essersi ritrovato con oltre cento richieste di amicizia sui social in tre giorni, ha deciso di fare un post per fugare ogni dubbio ed evitare ulteriori equivoci.

"Si tratta esclusivamente di un caso di omonimia. Ci tengo a precisare che sono uno psicoterapeuta e svolgo una professione completamente diversa da quella della persona citata nelle notizie di cronaca – ha scritto –. Non conosco personalmente il mio omonimo, non so chi sia e non ho alcun legame con lui. Da ieri sto ricevendo decine di richieste di amicizia e di contatto sui diversi social network, presumibilmente da parte di persone che stanno confondendo il mio profilo con quello dell’imprenditore".

"Voglio quindi chiarire, senza lasciare spazio a interpretazioni, che non sono coinvolto in alcun modo nell’inchiesta e non sono la persona di cui stanno parlando i giornali. Avere lo stesso nome e cognome non significa essere la stessa persona. Ritengo doverosa questa precisazione, non soltanto per evitare ulteriori scambi di persona, ma anche per tutelare la mia identità personale e professionale. Invito tutti a verificare le informazioni prima di fare associazioni o trarre conclusioni affrettate".

Appena uscita la notizia, Cervigni (lo psicologo) ha ricevuto telefonate da pazienti e persone che lo conoscono: "Sono sicuro che non è lei, dottore", la premessa. "Nessuno ha dubitato e non ho ricevuto insulti – spiega –, però, considerando la quantità delle richieste di amicizia, ho ritenuto necessario fare quel messaggio su Facebook e su Instagram. Mi sono trovato in mezzo a questa situazione". D’altronde a Pollenza, nel raggio di due chilometri, si contano ben quattro Antonio Cervigni. Lo studio del dottore, ad esempio, sta a 500 metri dall’indagato. E a un centinaio di metri c’è anche un Antonio Cervigni fioraio. Niente a che fare con l’Antonio Cervigni arrestato nell’ambito dell’inchiesta "Ricostruzione".

"Mi sto chiedendo quale sia il senso di chiedere l’amicizia a una persona appena arrestata – dice –. All’inizio, vedendo per lo più utenti anziani, pensavo fosse un errore". Tipico di chi va a vedere un profilo e, per sbaglio, clicca su "aggiungi agli amici". "Poi però – conclude – ho notato che c’erano anche giovani". Ad ogni modo, il post sta sortendo il suo effetto e chiarendo la sua posizione.

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