L’omaggio di Ciocci a Sandro Mazzola: "Tra gli artefici del mio arrivo all’Inter. Per noi era un punto di riferimento"
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L’ex attaccante corridoniano ricorda la leggenda nerazzurra: la sua presenza in società si faceva sentire "Scesi in campo sotto i suoi occhi a quattordici anni, era sempre presente durante i tornei giovanili".

Da sinistra Mario Mereghetti, Sandro Mazzola e il giovane Massimo Ciocci con la maglia dell’Inter

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"Un uomo di calcio", l’eterno simbolo Sandro Mazzola, capitano della Grande Inter venuto a mancare a 83 anni, sia sul rettangolo verde che a bordo campo, avrà incrociato scarpini e parole con centinaia di calciatori. Tra i cuori toccati dalla leggenda della Nazionale, c’è quello di Massimo Ciocci, oggi, responsabile tecnico del settore giovanile del Trodica; un tempo ‘enfant prodige’ del vivaio nerazzurro.
Era il 1982 quando l’attaccante corridoniano, fece le valigie verso l’Inter, squadra con cui ha esordito nella massima serie nel 1987 contro il Napoli, con Giovanni Trapattoni in panchina. Arrivò a 14 anni nelle giovanili della Beneamata e nella sua prima estate, scese in campo sotto gli occhi di Sandro Mazzola, alla guida della gestione sportiva del club, in un torneo all’Arena Gianni Brera di Milano.
"Fu il mio primo torneo con la maglia dell’Inter – ha raccontato Ciocci –. Mazzola faceva parte della società, e ha avuto un ruolo nel mio trasferimento. Per noi giovani era una figura fondamentale per tantissimi motivi, soprattutto per il suo carisma, oltre a essere una persona eccezionale. Ne conservo un ricordo bellissimo. Parliamo di un uomo di calcio che si sapeva comportare anche con i ragazzi, e questo non è semplice. Nei primi anni a Milano, lui era sempre presente durante i tornei giovanili, rappresentava l’Inter, lo stimavano parecchio, ed era un punto di riferimento per tutti. Sono passati diversi anni, ma la cosa più bella è che lui era un simbolo, come magari può esser stato Benito Lorenzi, che mi ha insegnato davvero tanto".
Nell’anno del suo trasferimento, il presidente dell’epoca del Corridonia era Vittorio Pierantoni e la società trattò direttamente con Mario Fiore e Mario Mereghetti, dirigenti del settore giovanile dell’Inter. Nel contratto di cessione definitiva, c’era una postilla: prevedeva che i giovanissimi del Corridonia, allenati da Fiorenzo Pettinari, avrebbero dovuto giocare una partita contro i pari età dell’Inter a San Siro prima di un match di serie A. Gara che si tenne il 18 aprile dell’82, in occasione della sfida al Napoli, davanti proprio a Sandro Mazzola.
"È difficile spiegare quello che per me è stato l’Inter – ha affermato Ciocci –. Mazzola, come altri grandi figure, mi hanno trasmesso molto durante il mio percorso, come il rispetto sia in campo che fuori. Avevo 14 anni ed è stata ‘tanta roba’. Quando arrivai la sua presenza si faceva sentire. Altra persona a cui ero legato è Evaristo Beccalossi (bandiera dell’Inter, scomparso lo scorso maggio): era l’idolo degli interisti. Nel pensionato dove stavamo noi giovani, c’erano le sue foto insieme ad altri campioni. È stato importante, oltre che un amico. Tutta la famiglia Inter mi ha dato davvero tanto".
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