«L’olivicoltura? Una ricchezza»  - L'Unione Sarda.it

Agricoltura.

19 luglio 2026 alle 00:33

Il ritorno nella sua Bolotana e i progetti di sviluppo del territorio 

Valorizzare i territori partendo dalle attività tradizionali, ma soprattutto arginare lo spopolamento e riportare le campagne dell’Isola al centro di un progetto di sviluppo. L’associazione Città dell’Olio ha deciso di avviare una nuova fase in Sardegna e per farlo, dopo l’addio di Giovanni Antonio Sechi per fine mandato, ha puntato su Mariaelena Motzo, ex assessora regionale degli Affari generali, sacrificata dagli equilibri politici sull’altare del rimpasto della Giunta Todde dopo circa due anni di mandato. Tornata a occuparsi da amministratrice della sua Bolotana, Mariaelena Motzo è stata chiamata alla guida dell’associazione Città dell’Olio e nelle settimane scorse ha partecipato all’assemblea nazionale dell’organizzazione a Corigliano-Rossano, nella Calabria ionica.

La missione

«È stato un incontro molto produttivo – racconta con entusiasmo per il ritorno alla vita da amministratrice nel paese dove risiede – l’associazione mette insieme 44 Comuni della Sardegna e 2 Camere di commercio, sono rappresentati tutti i colori della politica, ma la cosa importante è la sua missione: lo sviluppo e il rilancio dei territori». Un rilancio che passa attraverso la produzione olivicola, in particolare l’extravergine, ma anche la ripresa degli oliveti abbandonati. Bolotana è un esempio: tutti hanno un appezzamento di terreno dedicato all’olio, la cooperativa raccoglie la materia prima e produce, assicurando lavoro e qualità sul mercato, valorizzando i terrazzamenti e un sistema antico di curare la terra.

Il territorio

Il patrimonio olivicolo è una ricchezza. «Quando parliamo di agricoltura nell’Isola si pensa soprattutto all’allevamento, invece ci sono tante produzioni agricole importanti che possono essere realmente un argine allo spopolamento», spiega ancora Mariaelena Motzo. La sua idea, da coordinatrice dell’associazione, forte anche dell’esperienza fatta in Regione, è mettere insieme più assessorati per un progetto di ampio respiro. «Si parte dalle cose più banali, come il ripristino delle strade rurali, - osserva – certamente bisogna coinvolgere l’assessorato dell’Agricoltura, ma anche quello del Turismo per promuovere manifestazioni come “Oliturismo” o attività che colleghino i due settori, e poi non dimenticherei anche l’assessorato del Lavoro. La formazione è fondamentale per allungare l’attività degli addetti ai lavori. Oggi, olivicoltura è molto stagionale, ma se le persone si occuperanno del settore a 360 gradi, dalla cura degli uliveti alla trasformazione fino al marketing, allora si copre tutto l’anno».

Piccoli centri

Oltre alle attività di base, vanno curate le cultivar locali, le etichette, tanti aspetti. «Per me, come quando ho fatto l’assessore regionale, è importante dare risposte a imprese e cittadini – aggiunge – diamo a tutti i Comuni, a iniziare dai più piccoli, la possibilità di sfruttare le loro ricchezze, arginando così lo spopolamento e l’abbandono delle campagne». La qualità dell’olio sardo non è in discussione, ma va fatto conoscere. L’associazione è pronta a scommetterci.

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