L'Italia femminile di pallavolo può migliorare ancora, secondo Julio Velasco

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Domenica l’Italia ha perso al quinto set la finale degli Europei femminili di pallavolo contro la Turchia, che giocava in casa spinta da 17mila chiassosi tifosi. Avesse vinto, l’Italia sarebbe stata contemporaneamente campionessa olimpica, del mondo e d’Europa in carica, come solo l’URSS era riuscita a fare. Lo scorso anno, sempre contro la Turchia e sempre al quinto set, l’Italia aveva vinto la finale dei Mondiali, e nel 2024 quella olimpica.

Nelle interviste date dopo la partita l’allenatore Julio Velasco ha detto che, come sempre accade quando si va al quinto set, i dettagli sono stati decisivi e che «in alcuni momenti loro hanno fatto qualcosa in più, in difesa, in battuta, in alcune situazioni di contrattacco. Noi invece non abbiamo risolto qualche problema, soprattutto quando la nostra ricezione non era positiva». Secondo Velasco la Turchia ha meritato la vittoria, ma l’Italia ha saputo comunque giocarsela fino quasi alla fine e «magari con tre palle diverse potevamo vincere».

Dopo due anni straordinari – con le Olimpiadi dominate, i Mondiali vinti con semifinali e finali al quinto set, e in mezzo anche due successi in Nations League – il 2026 per l’Italia è stato un anno di transizione, nel quale ha cambiato alcune cose, con l’obiettivo a lungo termine di migliorare in vista dei Mondiali del 2027 e delle Olimpiadi del 2028.

In Nations League (dove quest’anno l’Italia è arrivata terza) Velasco ha fatto giocare diverse nuove giocatrici, alcune molto giovani, e agli Europei ha proseguito con il cambio di ruolo dell’opposta Kate Antropova, che ha giocato come schiacciatrice per stare in campo assieme a Paola Egonu. Questo ha dato maggior peso all’Italia in attacco, in battuta e a muro, ma ha cambiato alcuni equilibri soprattutto sulla ricezione della battuta avversaria (fondamentale in cui Antropova non è impegnata, quando fa l’opposta). Anche in difesa l’Italia ha fatto alcune modifiche, spostando all’occorrenza di zona il libero Eleonora Fersino, alla sua prima stagione da titolare al posto di Monica De Gennaro.

«Queste ragazze hanno accettato le mie decisioni e cambiamenti molto importanti: il riposo dato ad alcune giocatrici in Nations League, il cambiamento di ruolo di Kate, il cambiamento di posizione di Fersino. Sono tutti cambiamenti che hanno bisogno di tempo, e queste ragazze invece che dire “Ma, me, mi, mo, mu”, si sono messe lì a dare il meglio di loro».

Anche per questo, ha detto Velasco, questa Nazionale e queste giocatrici «a livello di allenatore mi lasciano la consapevolezza che possono migliorare ancora, perché hanno la consapevolezza di essere forti e l’umiltà di mettersi a imparare. Sono molto fiducioso per l’anno prossimo».

Pur con i necessari assestamenti, l’Italia ha ottenuto un bronzo alla Nations League e un argento agli Europei, facendo vedere in alcuni momenti di poter essere ancor più devastante degli scorsi anni: nei due set vinti in finale ha lasciato la Turchia una volta a 16 e una volta a 12, attaccando, battendo, difendendo e murando a livelli eccezionali. Se riuscirà a risolvere le cose che ha detto Velasco, e cioè innanzitutto a essere più efficace nel cambio palla quando la ricezione non è ottimale, l’Italia partirà tra le principali favorite anche ai prossimi Mondiali, nell’estate del 2027 tra Stati Uniti e Canada, e alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.