L'Inter incassa il sì di Spence: la trattativa con il Tottenham parte da 35 milioni
L’ Inter deve dire (almeno) 35 milioni. È questo, infatti, il prezzo indicato dal Tottenham per lasciar partire Spence. Attenzione, però, perché non è detto che la richiesta rimanga quella: potrebbe anche aumentare. La prestazione dell’esterno contro l’Argentina è stata vista in tutto il mondo. Al di là del risultato negativo, è stato tra i migliori dell’Inghilterra, confermando tutte le sue doti. Una in particolare: non a caso è stato il terzo giocatore più veloce dell’intera Premier League la scorsa stagione. Ecco, sull’onda di quanto mostrato da Spence, non è da escludere che gli Spurs ne approfittino per alzare l’asticella fino a 40 milioni. Ed è chiaro che sarebbe una pessima notizia per l'Inter.
Spence, apertura Tottenham
In ogni caso, occorrerà ancora qualche giorno per comprendere come possa evolvere la trattativa. L’avventura Mondiale dell’Inghilterra non è ancora conclusa: ci sarà l’appendice della finalina per il 3° e 4° posto, in programma domani, poi Spence sarà effettivamente libero di ragionare sul suo futuro. Non è un dettaglio di poco conto, perché la sua volontà entrerà inevitabilmente nei discorsi tra Inter e Tottenham. Viale Liberazione, comunque, ha già incassato la disponibilità al trasferimento dell’esterno. Con Tuchel, infatti, ha avuto lo spazio che crede di meritare – 3 volte titolare in 7 gare in America, e comunque entrato in corsa nelle altre 4 -, con De Zerbi, invece, la prospettiva non è la stessa. Spence, pur essendo di piede destro, può essere impiegato senza problemi anche sulla corsia mancina – qualità particolarmente apprezzata da Chivu -, ma entrambe le fasce degli Spurs hanno già un padrone: Pedro Porro a destra e Udogie a sinistra. Insomma, all’Inter, avrebbe l’opportunità di essere titolare, in un grande club, con l’aggiunta del palcoscenico Champions.
La via di mezzo
La verità è che il nodo dell’operazione resta il prezzo del cartellino di Spence. Tocca all’Inter, infatti, decidere se e quanto mettere sul tavolo per portare il laterale inglese alla Pinetina. Per Palestra, il club nerazzurro si era spinto fino a quota 50 milioni. Ma l’ex Cagliari era il grande obiettivo del mercato e, nella sua prima stagione da titolare, aveva impressionato e convinto tutti: anche il Chelsea, evidentemente… Per Khalaili, invece, Marotta e Ausilio si erano fermati alla metà: 25 milioni per un elemento che aveva sì mostrato grandi potenzialità, ma che era ancora da scoprire ad un certo livello. Spence è una sorta di via di mezzo. Ha caratteristiche diverse rispetto a Palestra, tanto che è più facile accostarlo a Dumfries, seppure non abbia la stessa facilità nell’offrire assist e segnare gol. Mentre, a differenza di Khalaili, è un giocatore già consolidato, al netto dei margini di miglioramento che comunque esistono. A proposito di Dumfries, quando è arrivato all’Inter aveva solo un anno in meno rispetto a Spence, ma non era certo il giocatore che è diventato ora.
Le alternative
Mentre Romero è finito inevitabilmente in stand-by (potrebbe arrivare solo in prestito), i movimenti attorno a Spence non stoppano le altre opzioni per la fascia destra, che restano comunque in piedi. Tra costi e resistenze dello Strasburgo, si sta raffreddando la pista Doué, resistono invece quelle per Read del Feyenoord e Vanderson del Monaco. E attenzione pure a Belghali del Verona e a Ndoye del Nottingham Forest.
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