L'incendio che non si estingue mai: «Più di 400 voli sul Col dell'Agnello ed è ancora attivo»

AURONZO (BELLUNO) - L'incendio boschivo divampato lungo le pendici del Col dell'Agnello (2406 metri) che sovrasta la Val Marzon, si è spostato di una trentina di metri dalla posizione originale, "correndo" verso la Pala del Marden, una suggestiva vela di roccia dolomitica. Ma, nonostante il massiccio intervento delle squadre antincendio boschivo, continua a sopravvivere a se stesso.

L'incendio: come è iniziato

Le fiamme erano scoppiate l'8 agosto, innescate da un fulmine che, durante un forte temporale, aveva colpito l'altura. Nonostante l'intervento con oltre 400 lanci di acqua dell'elicottero regionale e di un Canadair, quello che sembrava un evento chiuso verso le metà del mese estivo, nei giorni scorsi ha improvvisamente ripreso vigore illuminando la notte con alte fiammate che si levano dagli alberi e dagli arbusti, in gran parte pini mughi e pini neri trasformati in torce. Lo spettacolo è ben visibile dall'abitato di Auronzo e ancor più dall'omonimo rifugio ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Non solo: nel fondovalle auronzano a tratti si è respirato l'odore acre del fumo trasportato dalla brezza, soprattutto mattutina. La ripresa dell'incendio è dovuta quasi certamente ai tizzoni costituiti dagli apparati radicali sotterranei insinuati nelle fessure delle rocce e difficilmente raggiungibili dai getti d'acqua superficiali. Infatti, come sostiene il capo della protezione civile auronzana, Adriano Zanella, solamente una totale bonifica con personale sul posto può scongiurare una ripresa. Operazione che però non è possibile a causa dell'area particolarmente impervia e difficile da raggiungere senza rischi per gli operatori. «Da agosto fino all'inizio di questa settimana abbiamo tenuto sempre d'occhio la situazione sul Col dell'Agnello senza che ci sia stato alcun segnale d'allarme. Purtroppo la siccità presente anche in questo scorcio di autunno non ci ha dato una mano. I nuovi roghi comunque sono stati domati, al momento c'è solo fumo con 3 focolai attivi. Speriamo che la situazione si normalizzi».

Gli ultimi interventi degli elicotteri

Ieri c'è stato un ennesimo intervento da parte di due elicotteri che hanno caricato l'acqua dalla vasca predisposta dalla locale protezione civile all'Argentiera e di altrettanti Canadair, uno partito da Genova e un altro da Ciampino con rifornimento al lago di Santa Croce. In totale ci sono stati circa 192 lanci. Impegnati sul posto 3 volontari della sezione antincendio boschivo della Protezione civile di Auronzo oltre al direttore delle operazioni spegnimento dei servizi forestali di Belluno. Oggi un ulteriore intervento, si spera per mettere la parola fine.