L'euro, la moneta che si rifà il look: quali sono le versioni che si possono scegliere con un sondaggio
Pecunia non olet, anzi: vuole farsi anche bella. Dopo oltre vent'anni, in Italia è stato adottato come moneta nazionale a tutti gli effetti il primo marzo 2002, l'euro si rifà il look.
Ieri, sono stati presentati i bozzetti finalisti per le nuove banconote. Ora, tutti i cittadini potranno indicare il preferito con un sondaggio che resterà aperto sul sito della Banca centrale europea fino al prossimo 21 settembre.
La numero uno dell'istituzione bancaria di Francoforte, Christine Lagarde, ha spiegato la novità con queste parole:

Le banconote in euro sono più di un mezzo di pagamento: sono una delle espressioni più tangibili dell'Europa. Attraverso design che uniscono bellezza e significato, rafforzeranno la nostra identità condivisa
They carry my signature, but these are your banknotes.
Now it’s your turn to help shape what they’ll look like in the future.
Take part in the survey before 21 September and tell us which of the design proposals you’d like to see in your wallet https://t.co/2WiJdeIQNv pic.twitter.com/uBmbetV5aC
— Christine Lagarde (@Lagarde) July 23, 2026
Perché l'euro cambia volto: le dieci versioni che si possono scegliere
Ma perché le banconote dell'euro cambiano look? Sono quattro le ragioni.
La prima è per essere più rappresentative delle varie identità europee.
La seconda è per essere più sicura, sebbene l'euro già sia a livello mondiale una delle monete più difficilmente falsificabili.
La terza ragione della nuova stampa risiede nella necessità di rendere le banconote più accessibili anche per le persone con disabilità visive.
La quarta, infine, è che verranno fatte con materiali più sostenibili dal punto di vista ambientale.
Ma quali sono i bozzetti da giudicare? Sono due i filoni tra cui scegliere: il primo è incentrato sulla cultura europea, con sei personaggi che hanno incarnato vari aspetti della nostra storia; il secondo, invece, si focalizza sui paesaggi naturali del nostro continente ed è stato denominato "fiumi e uccelli".
E quindi: concentrandoci sul filone della cultura, per il taglio più piccolo, quello da 5 euro, si omaggia la cantante lirica Maria Callas.
Per le 10 euro, invece, si passa al grande musicista tedesco Ludwig van Beethoven.

Sulle 20 euro, c'è il volto della scienziata due volte Premio Nobel nata in Polonia ma poi anche cittadina francese Marie Curie.

Sul biglietto da 50 euro, invece, è proposto il romanziere di Don Chisciotte, lo spagnolo Miguel de Cervantes.

Sulla banconota da 100, invece, è proposto il nostro Leonardo da Vinci.

Infine, sulla banconota da 200, spunta il volto della scrittrice austriaca Premio Nobel per la Pace 1905 Bertha von Suttner.

Sul retro delle banconote ci saranno teatri, biblioteche, musei, scuole e piazze europee tra le più iconiche.
Chi si collega al sito della Bce può giudicare i bozzetti con cinque opzioni: mi piace molto, mi piace, né sì né no, non mi piace, non mi piace per niente.
La nuova era
Il consiglio direttivo della Bce sceglierà il progetto definito entro la fine dell'anno tenendo conto anche di alcune valutazioni tecniche. Poi inizieranno dei test e solo dopo le nuove banconote entreranno in circolazione. Quelle attuali continueranno a essere utilizzate per un periodo che sarà definito dalla stessa Banca centrale.
Intanto, però, Francoforte vuole segnare una nuova era per la nostra moneta.
Nel 2002, quando l'euro entrò in circolazione, si scelse di raffigurare ponti e finestre generiche in modo da non far torto ad alcuno Stato membro. Questa volta, invece, con le personalità storiche scelte, si vuole puntare a esaltare la nostra storia comune.
E comunque: è evidente che dai piani alti della Ue sia partita una sorta di operazione-simpatia.
Appena ieri, dal profilo social del parlamento di Bruxelles e Strasburgo, è stato diffuso l'esito di un sondaggio secondo il quale il 74% degli europei sostiene che far parte dell'Unione è conveniente.
Certo: quel 74% è una media.
I più europeisti di tutti sono i maltesi (al 94%) e i danesi (al 91%), seguiti dai portoghesi (al 90%), gli irlandesi e i lituani (all'89%). A sorpresa, molto europeisti si dichiarano anche gli ungheresi (il ventennio orbaniano poco ha potuto). E gli italiani? Ci dichiariamo europeisti per il 68%.
Wondering what Europeans think about EU membership? Turns out, nearly three quarters think that being in the EU has been good for their country. New Eurobarometer data is in!
Check how many also view it as a plus for democracy, stability, and security: https://t.co/ikADJ5Z9on pic.twitter.com/8EHkndUpaC
— European Parliament (@Europarl_EN) July 23, 2026