Eruzione Etna e cenere vulcanica, perché gli aerei non possono volare
Introduzione
Sembra non avere fine l’attività vulcanica dell’Etna che blocca i voli dall’aeroporto Catania-Fontanarossa, creando disagi ai turisti che hanno scelto di trascorrere le vacanze estive in Sicilia. La cenere vulcanica, infatti, rappresenta uno dei pericoli naturali più seri per un aereo a reazione: è composta da minuscoli frammenti di roccia, minerali e vetro vulcanico, così piccoli da essere aspirati dai motori e abbastanza duri da danneggiare un velivolo che li attraversa a centinaia di chilometri all'ora. La storia dell'aviazione dimostra il rischio grazie a diversi casi in cui il disastro è stato evitato per poco, compresi voli di linea nei quali si sono spenti contemporaneamente tutti i motori.
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Quello che devi sapere
I rischi
Le particelle vulcaniche sono estremamente abrasive: possono erodere le pale del compressore e colpire il parabrezza, le superfici della fusoliera e altre parti dell'aereo. Il fenomeno più rischioso avviene nella parte calda del propulsore. In un motore a reazione l'aria viene aspirata e compressa, quindi mescolata al carburante e bruciata. Le temperature della combustione sono superiori al punto di fusione di molti dei silicati vetrosi contenuti nella cenere vulcanica. Le particelle aspirate possono quindi fondere mentre attraversano le zone più calde del motore.
Il materiale fuso raggiunge sezioni più fredde e si solidifica sulle componenti della turbina, formando depositi simili al vetro. Questi accumuli possono alterare il passaggio dell'aria, danneggiare le pale e compromettere il funzionamento del propulsore portando a uno stallo del compressore, una forte perdita di spinta o al completo spegnimento del motore.
L’incidente del British Airways
Uno degli episodi più celebri è avvenuto il 24 giugno 1982. Il volo British Airways 9, un Boeing 747 in viaggio da Kuala Lumpur verso Perth, stava volando a circa 37.000 piedi quando entrò in una nube di cenere del vulcano Galunggung, in Indonesia. Uno dopo l'altro si spensero tutti e quattro i motori. L'aereo iniziò a perdere quota. L'equipaggio riuscì a uscire dalla nube e a riavviare i propulsori, anche se uno dovette successivamente essere spento nuovamente. Il 747 riuscì ad atterrare a Giacarta senza vittime, nonostante la cenere avesse creato un altro pericolo: il parabrezza era stato sottoposto a un intenso effetto abrasivo, rendendo difficile la visibilità dall'abitacolo..
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Il caso nei cieli dell'Alaska
Il 15 dicembre 1989 nei cieli dell'Alaska, il volo KLM 867, anch'esso operato con un Boeing 747, incontrò una nube di cenere generata dal vulcano Redoubt. Anche in questo caso tutti e quattro i motori si spensero. Secondo le ricostruzioni, il Boeing scese da 27.900 piedi a 13.300 piedi. A bordo c'erano 231 passeggeri. Una volta usciti dalla parte più concentrata della nube, i piloti riuscirono a riavviare i motori e ad atterrare ad Anchorage ma i danni furono enormi: decine di milioni di dollari il costo delle riparazioni.
I danni provocati dalla cenere
Le particelle di cenere possono provocare altri problemi come opacizzare i parabrezza, danneggiare superfici e pale del compressore e interferire con strumenti essenziali per la navigazione e il controllo dell'aereo. Inoltre, quando la cenere ricade su un aeroporto può ridurre la visibilità e, soprattutto se bagnata, rendere la superficie più scivolosa. Anche le operazioni di rullaggio possono sollevare nuovamente le particelle e farle aspirare dai motori.
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Il pericolo di una nube di cenere
C'è poi un'ulteriore complicazione: una nube di cenere può estendersi per centinaia o migliaia di chilometri dal vulcano e non sempre è facilmente distinguibile dalle normali nubi. È per questo che oggi il traffico aereo nelle zone interessate dalle eruzioni viene gestito utilizzando osservazioni satellitari, modelli di dispersione e gli avvisi dei centri specializzati sulla cenere vulcanica. Il principio alla base delle chiusure come quelle che interessano Catania durante le fasi più critiche dell'Etna è semplice: non serve che la cenere sia così fitta da impedire a un pilota di vedere ma basta che una quantità pericolosa venga aspirata dai motori.
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