L'assurda storia del rapimento della principessa Anna (che si rifiutò di scendere dall'auto)
Il temperamento della principessa Anna è noto ai tabloid. Non a caso, il Daily Mail su di lei scrivesse: "Una tradizione del Badminton Horse Trials è che perderà le staffe almeno in uno dei tre giorni". Riferendosi alle reazioni iraconde con cui allontanava giornalisti e fotografi durante la gara di equitazione. Ma è proprio questo suo fare irruento che il 20 marzo del 1974 le permise di uscire indenne da un tentato rapimento.
La principessa Anna aveva appena ventitré anni e si era appena sposata con Mark Philips. I due erano la coppia più in vista della famiglia reale, dopo un matrimonio celebrato in diretta televisiva con un pubblico di cento milioni di spettatori. Una favola che già pochi mesi dopo ha dovuto affrontare alcune peripezie, tra cui un'aggressione durante il ritorno a Buckingham Palace.

Il tentato rapimento per 2 milioni di sterline di riscatto
La storia si consuma in pochi minuti. La principessa Anna e Mark Philips stavano rientrando in macchina dopo un evento di beneficenza quando una Ford Escort blocca loro la strada. "Pensavo fosse un automobilista irritato", avrebbe raccontato successivamente James Beaton, incaricato della sicurezza della figlia di Elisabetta II. Un uomo di nome Ian Ball uscì dal veicolo e si precipitò sulla limousine reale. James Beaton, ancora convinto si trattasse di una lite automobilistica, scese a sua volta dall'auto per affrontarlo. A quel punto Ball gli sparò alla spalla da appena due metri di distanza. A rimanere feriti, non solo la guardia del corpo, ma anche l'autista e un giornalista del Daily Mail che si trovò a intervenire.

Una scena del rapimento
Beaton tentò comunque di reagire: estrasse la sua pistola e riuscì a esplodere un colpo, ma il dolore alla spalla gli fece perdere la mira, e subito dopo l'arma si inceppò. Ball, che aveva pianificato di rapire la principessa e chiedere un riscatto di 2 milioni di sterline, si diresse verso la portiera posteriore e cominciò a scuoterla mentre Anna e Mark Phillips si aggrapparono alla maniglia dall'interno, cercando di tenerla chiusa. Dotata del sangue freddo tipico dei britannici e della stessa caparbietà del padre, la royal princess non si lasciò intimorire e, quando il rapitore le intimò di scendere, pronunciò una frase destinata a passare alla storia: "Not bloody likely " (non ci penso proprio). Nemmeno le scosse e gli strattoni di Ian Ball furono sufficienti a intimorire Anna, che successivamente descrisse quella conversazione come "molto irritante".

La principessa Anna visita James Beaton in ospedale dopo il tentato rapimento
L'ironia del principe Filippo
Nel frattempo la scena si era riempita di soccorritori improvvisati. Tra questi, un pugile di passaggio di nome Ronnie Russell colpì Ball al volto, permettendo a un agente della polizia di bloccarlo a terra. Il bilancio della serata, quindi, fu di quattro feriti, ma nessuna vittima. Ball venne poi incriminato per il tentato omicidio di Jim Beaton e altri reati; le indagini avrebbero in seguito rivelato che soffriva di gravi disturbi psichiatrici.

La regina Elisabetta II e la principessa Anna con alcuni dei soccorritori
Per il loro coraggio i soccorritori vennero premiati. E pare che durante la cerimonia Elisabetta II abbia sussurrato a Russell: "La medaglia è della regina d'Inghilterra, il ringraziamento è della madre di Anna". Filippo, invece, con il consueto umorismo tagliente, commentò successivamente che se il rapitore fosse riuscito nel suo intento, sarebbe stato lui a passare ore difficili in compagnia della figlia.
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