L'arte ci salva sempre: Romana Petri e il romanzo della rinascita

In Distanza di sicurezza, una pittrice trasforma il dolore dell'abbandono in un quadro in movimento, mentre l'uomo che l'ha lasciata resta prigioniero del proprio rancore

L'arte ci salva sempre: Romana Petri e il romanzo della rinascita

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Le separazioni non sono tutte uguali: c’è chi si allontana senza dare spiegazioni, chi riesce a rimanere in contatto, ma alcune lasciano una domanda: chi siamo quando la persona che amavamo smette di riconoscerci? Questo è l’interrogativo da cui prende spunto Distanza di sicurezza (Neri Pozza) di Romana Petri. È un libro che racconta la fine di una relazione, di un amore, ma senza accusare né cercare colpevoli, semplicemente osservando il momento in cui due persone prendono percorsi diversi, sia fisicamente che emotivamente. Una si lascia divorare dal rancore, l’altra trasforma il dolore in una rinascita.

Vasco e Luciana sono i protagonisti del romanzo. Lui è un giovane gallerista, entusiasta del talento della pittrice italiana. La invita a esporre le sue opere nella sua galleria e si incontrano a Lisbona. Si innamorano. Ma il tempo mette a dura prova la loro relazione che si sgretola. Vasco in sé ha dei traumi non risolti: l’ambizione che sfocia in invidia, il bisogno di dimostrare al padre di essere all’altezza; Luciana, senza nemmeno rendersene conto, vede la sua carriera artistica divampare senza cambiare il suo modo di guardare il mondo. Lui, quindi, arretra, lei cresce. Così Vasco decide di lasciarla imponendo una “distanza di sicurezza” che diventa il punto di partenza per le strade opposte che prenderanno.

Romana Petri, ospite de Il Piacere della Lettura dalla libreria Arethusa di Roma, mostra Vasco come un uomo ingrato, che non riesce a lasciarsi salvare dall’amore che riceve. Anzi, arriva persino ad odiare chi lo ama di più. Luciana è una vera artista, purosangue. Crea le sue opere come se non potesse farne a meno, è questione di sopravvivenza. Ed è proprio attraverso i suoi quadri in movimento che riesce a lenire il dolore e a rinascere. “L’arte ci salva sempre”, afferma l’autrice.

Scavando nei temi del romanzo, emerge che in una coppia il linguaggio è la prima cosa che si rompe. Lo spiega la stessa Petri: dopo anni trascorsi insieme, le parole si trasformano in una lingua segreta tra i due fatta di battute, silenzi, sguardi… Quando due persone prendono distanza emotiva, la prima perdita è proprio questo vocabolario condiviso, forse ancor prima del corpo. Da quel momento entrambi devono imparare una nuova lingua ed è sempre molto complesso.

La copertina dell'ultimo libro di Romana Petri

Inoltre, il romanzo riflette anche l’eredità emotiva delle famiglie di origine. Vasco è il risultato di un ambiente tossico, segnato da rapporti distorti e affetti malati. Sarebbe semplice, quindi, giustificare Vasco, ma Petri non lo fa: il passato ha un peso enorme in chi siamo, ma poi diventiamo il peso delle nostre scelte e dei nostri errori. “Noi veniamo da quel luogo – osserva – ma non possiamo smettere di crescere”.

Lo stile alterna la tragedia e il grottesco. La scrittrice costruisce una storia in cui il dolore convive con scene davvero surreali e ironiche. Suggerisce che la vita non è solo tragica o comica, quasi sempre è entrambe le cose contemporaneamente.

In definitiva, Distanza di sicurezza è un romanzo sull’abbandono e su come si sceglie di attraversarlo. Il dolore si trasforma in base a come le persone lo indirizzano: c’è chi sceglie il rancore, ma finisce per consumarsi lentamente; e chi lo plasma in arte, perché la vita non smette mai di cambiare forma, soprattutto se è “un quadro in movimento”.

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