L’amore è sfuggente, ma alla fine bastano “bread and wine”

In Bread and Wine di Samuel R. Delany e Mia Wolff, manifesto del graphic novel di argomento Lgbtq+, un colto e raffinato professore dell’Università del Massachusetts si innamora di un senzatetto di New York. Quella che potrebbe essere una storia di sfruttamento mostra in realtà l’amore al netto di idealizzazioni: offrire ciò che si ha, sopportare ciò che non ci va a genio

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Manifesto del graphic novel di argomento Lgbtqa+, Bread and Wine di Samuel R. Delany e Mia Wolff (Juno, 1999) non ha mai conosciuto un’edizione italiana. Va anticipato: il vino compare solo nel titolo, con riferimento all’omonima elegia di Friedrich Hölderlin, che scandisce la narrazione.

Tra Central Park e la 72nd, a fine anni Novanta, Samuel, direttore del Dipartimento di Letterature Comparate dell’Università del Massachusetts, si innamora di Dennis, senzatetto. L’approccio è lento e goffo, dato l’abisso di diversità tra i due. Delany ci racconta tutto di questa storia, anche ciò che una narrazione convenzionale ometterebbe: il cattivo odore di Dennis, la prosaicità di certe situazioni e parole, gli imbarazzi.

Mostra cioè l’amore al netto di idealizzazioni: offrire ciò che si ha, sopportare ciò che non ci va a genio. Dennis può offrire il suo corpo, la giovinezza, il buon cuore e una conoscenza dell’animo umano maturata per le strade di New York. Samuel può offrire tutto il resto: una casa, sicurezza economica, la sua pacata gentilezza, la comprensione di costumi molto diversi dai suoi.

La prima cena: addentare nostalgia dalla valigia dei tesori

La prima cena: addentare nostalgia dalla valigia dei tesori

Questa potrebbe essere una storia di sfruttamento: un anziano con possibilità economiche soddisfa i propri desideri attraverso un subalterno che, non avendo nulla da perdere e tutto da guadagnare, non può permettersi di guardare troppo per il sottile se gli viene offerto un posto al caldo dove farsi una doccia. E invece succede l’amore.

Dennis si confida, si racconta, si sente forse per la prima volta visto e non etichettato: ricambia le cure di Samuel. La coppia regge anche una brusca separazione: ricevere amore disinteressato dopo una vita in strada non è semplice.

Non sappiamo se durerà – se il clochard diventerà il compagno di vita del colto e raffinato professore – ma sappiamo che l’amore c’è stato: la storia offre uno spaccato, un inizio, uno scorcio sul momento in cui Dennis, Samuel e la figlia, cui viene spiegato, con semplicità, che il padre è gay e che ha una vita sentimentale, raggiungono una possibile felicità familiare.

Il disegno tende allo sketchbook, scelta estetica particolarmente adatta a rappresentare NYC, per le cui vie non è raro imbattersi in studenti d’arte intenti a ritrarre il paesaggio urbano. Costruito sul non finito e sull’alternanza di scorci e dettagli, il montaggio segue il modo in cui funziona lo sguardo, quando, mossi dalla curiosità verso l’altro, lo studiamo per cercare di capirlo.

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