L’allarme sul Lario, si vede il minimo storico: il lago è calato di un metro
Il presidente dell’Autorità di Bacino Luigi Lusardi: “Non mi ricordo una situazione tanto triste, servono contromisure”

Con l’arretramento del lago spuntano grandi spiagge Si teme per la navigazione visti diversi attracchi con fondali bassi e per i muri di contenimento del bacino che potrebbero crollare

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Lecco – La buona voce dell’Adda e il suo mormorio d’acqua corrente inseguiti da Renzo Tramaglino in fuga da Milano non si odono quasi più. Il fiume e anche quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno hanno sete come non mai. “A memoria non mi ricordo una situazione tanto triste”, sospira Luigi Lusardi, 64 anni, dal 2013 presidente ininterrottamente dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi minori, memoria storica del lago di Como. Il livello del Lario è un metro più basso del solito, quasi al minimo storico, eppure l’acqua che esce è più di quella che entra per garantire approvvigionamento idrico agli agricoltori e agli allevatori a valle. Si stima che manchino all’appello 100 milioni di metri cubi d’acqua, cioè 100 miliardi di litri: sono il 73% in meno rispetto alla media degli ultimi 10 anni.
Evaporati 200 miliardi di litri di acqua
Anche il volume invasato nei bacini artificiali è inferiore alla media del 45%. Complessivamente nell’intero bacino dell’Adda sono evaporati 200 miliardi di litri d’acqua. Dal lago e dal fiume in ritirata emergono tratti di fondali solitamente sommersi; i muri degli argini e delle darsene restano esposti all’asciutto con il rischio di crolli; potrebbero inoltre scattare limitazioni al servizio di navigazione pubblica con la sospensione degli imbarchi in alcuni scali e il divieto di imbarco di automezzi, come successo in altri laghi, proprio per il basso livello delle acque del lago; ci sono sempre meno pesci, tranne i “mostri” come i siluro o i pesci gatto; alghe e mucillagini proliferano; le falde acquifere si abbassano.
"Bisogna attuare provvedimenti, ma nessuno mi ascolta”
“Il clima sta cambiando, nevica e piove meno e quando piove si verificano temporali violenti – sostiene il presidente dell’Autorità di Bacino -. Bisogna attuare provvedimenti, come sollecito da parecchio, ma nessuno mi ascolta. Soprattutto a valle, in pianura, per garantire risorse idriche per l’irrigazione e gli allevamenti. Non si può continuare solo a prosciugare il lago. Stiamo soffrendo tutti la situazione, ma occorre che ne soffriamo veramente tutti per soffrire tutti di meno, non qualcuno di meno e altri di più. Abbiamo tutti bisogno del nostro lago, che deve essere rispettato per continuare ad essere il più bello del mondo con i suoi paesaggi e i suoi prodotti tipici per richiamare turisti”.
© Riproduzione riservata