L’allarme di Confartigianato. Luce e gas, impennata dei prezzi: "Batosta soprattutto per le aziende"

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Per entrambe le fonti d’energia a settembre c’è un ulteriore incremento del 10% rispetto ad agosto "La strada del nucleare? Valutiamola, ma la politica scelga un progetto di lungo periodo".

Per entrambe le fonti d’energia a settembre c’è un ulteriore incremento del 10% rispetto ad agosto "La strada del nucleare? Valutiamola, ma la politica scelga un progetto di lungo periodo".

Per entrambe le fonti d’energia a settembre c’è un ulteriore incremento del 10% rispetto ad agosto "La strada del nucleare? Valutiamola, ma la politica scelga un progetto di lungo periodo".

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Volano i prezzi di luce e gas, Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino mette in guardia gli imprenditori. In questo 2026 il costo di luce e gas è stato abbastanza costante fino a giugno, poi l’impennata. I prezzi all’ingrosso indicano ad agosto la luce a 0,18 centesimi di euro a kilowattora, +15% rispetto a luglio e +37% rispetto a giugno, il gas a 0,683 euro al metro cubo, +12,5% rispetto a luglio e +36,6 rispetto a giugno. Per entrambe le fonti d’energia in questo mese di settembre si assiste a un ulteriore incremento, superiore al 10% rispetto al mese scorso, anche se non definitivo. Sono i dati diffusi ieri mattina in conferenza da Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino. Presenti il segretario Marco Pierpaoli, il presidente Graziano Sabbatini, Michela Sbaffo, responsabile del comparto energia, e Luca Bocchino, responsabile logistica e trasporti.

"Interveniamo perché analizzando i dati riscontriamo un trend significativo" ha spiegato Pierpaoli, ricordando che l’associazione era già intervenuta nel 2021, quando aveva chiesto misure straordinarie che poi non si erano rivelate risolutive. "L’imprenditore ha bisogno di stabilità per programmare" ha aggiunto. Sbaffo ha illustrato l’andamento dei prezzi nel dettaglio: "A marzo c’è stata una leggerissima pressione al rialzo, poi rientrata. Da luglio è cominciata invece una tensione al rialzo" ha spiegato, aggiungendo che il confronto con la crisi energetica del 2022 resta comunque distante, quando la luce è arrivata a 54 centesimi al chilowattora e il gas a 2,5 euro.

Tra le cause indicate da Confartigianato ci sono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno rallentato alcuni canali di approvvigionamento del gas naturale liquefatto, e un’estate molto calda, che ha spinto verso l’alto la domanda di energia elettrica per i condizionatori e, di conseguenza, anche quella di gas usato per produrre elettricità. Pierpaoli ha sottolineato che l’Italia si è rafforzata dopo il 2022 diversificando i fornitori, tra Qatar, Algeria, Stati Uniti e Norvegia, con uno stoccaggio di gas all’83% della capacità. Sabbatini ha spiegato che l’aumento dei costi rischia di pesare soprattutto sulle imprese. "In Italia paghiamo già mediamente il 30% in più rispetto alla media europea" ha dichiarato, ricordando il divario con la Francia, che produce elettricità soprattutto da centrali nucleari. "Se dobbiamo prendere la strada delle centrali nucleari, valutiamola" ha detto anche, chiedendo alla politica un progetto energetico di lungo periodo. Il presidente ha ricordato cosa accadde nel 2022: "Qualche azienda ci chiamava e ci diceva: stiamo fermi perché il 30% dei costi vanno in energia, ci conviene pagare le penali piuttosto che lavorare in perdita".

Confartigianato ha lanciato infine un appello alla cautela nella valutazione di offerte commerciali sull’energia, segnalando un aumento delle telefonate di call center che propongono presunti miglioramenti delle condizioni contrattuali. "Il nostro compito è informare in maniera tempestiva, senza creare allarmismi, mettendoci dalla parte di chi deve valutare con attenzione" ha detto ancora Pierpaoli, invitando imprenditori e cittadini a rivolgersi a persone qualificate prima di sottoscrivere nuovi contratti. Secondo l’associazione, l’aumento potrebbe proseguire fino a dicembre, senza però la certezza di un’inversione di tendenza.

Giuseppe Poli

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