L'allarme Onu: 'Riscaldamento globale sopra 1,5°C nei prossimi anni'

Il riscaldamento globale sembra essere destinato a superare la soglia di +1,5°C dai livelli pre-industriali, il limite più ambizioso emerso dall'Accordo di Parigi, probabilmente entro i prossimi anni. L'allarme emerge da un nuovo rapporto del Programma dell'Onu per l'Ambiente, l'Unep, secondo il quale, nello scenario più ottimistico, l'aumento della temperatura sarà pari ad un +1,8°C. Tuttavia, secondo il medesimo rapporto, resta possibile limitare la durata dello sforamento, oltre che rientrare nell'arco di breve tempo proprio nei limiti delineati nell'ambito dello stesso Accordo di Parigi. 

Un rapporto specifico

Solamente lo scorso anno, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva riconosciuto l'inevitabilità del superamento della soglia ma questa è la prima volta in assoluto che un'agenzia delle Nazioni Unite affronta direttamente la questione in un rapporto specifico e dettagliato sul merito.

Un "bagno di realtà"

In questo senso, secondo gli scienziati, il riscaldamento superiore a 1,5°C rispetto all'era preindustriale può comportare seri rischi e quasi 200 nazioni si sono impegnate, nel 2015, a cercare di mantenere l'aumento delle temperature globali entro questa soglia di sicurezza. Ora però il rapporto Unep ha confermato in maniera inequivocabile che quel limite verrà superato e che "la sfida si è spostata dall'evitare il superamento alla sua gestione". Si tratta, hanno ammesso gli esperti, di "un bagno di realtà. Dobbiamo convivere con questo mondo più caldo, ma c'è ancora molto che possiamo fare per limitare il riscaldamento globale", ha ribadito Richard Betts dell'Università di Exeter, co-autore del rapporto. Il rapporto "riguarda le risposte, non si limita a constatare che il fenomeno sta accadendo", ha aggiunto ancora. Debra Roberts, esperta dell'Università del KwaZulu-Natal ed altra autrice della ricerca, ha poi affermato che è importante che i responsabili politici "si rendano conto che le regole del gioco stanno cambiando". Si tratta, ha proseguito, "di un monito fondamentale: ora dobbiamo riconfigurare la nostra governance climatica per affrontare un percorso di superamento dei limiti. Nessuno dei nostri piani è preparato per questo". 

L'allarme per gli attivisti

Quanto emerso nel rapporto, di fatto, ha contribuito ad allarmare ulteriormente gli attivisti per il clima, che si sono mobilitati per l'obiettivo di 1,5°C da quando è stato confermato come quello più ambizioso nell'ambito dell'Accordo di Parigi, ormai dieci anni fa. "Questo è un momento doloroso, ma il superamento dell'obiettivo non è un motivo per arrendersi e rinunciare all'obiettivo di 1,5°C", ha riferito Jasper Inventor, vicedirettore del programma di Greenpeace International. Bill Hare, climatologo e responsabile dell'istituto di analisi climatica Climate Analytics. L'esperto, però, ha criticato duramente il rapporto, sottolineando che rischia di diventare "un invito all'apatia piuttosto che un appello all'azione".

Una "lotta per l'umanità"

La direttrice esecutiva dell'Unep, Inger Andersen, ha detto che "non ci saranno risultati positivi se rimarremo al di sopra di 1,5°C". Lanciando poi un ulteriore monito: "Sia chiaro, l'obiettivo di 1,5°C rimane quello. Ma ora dobbiamo affrontarlo in modo diverso, ovvero dall'alto". Secondo lo stesso Guterres è possibile riportare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C entro la fine del secolo. "La lotta per 1,5 gradi è la lotta per l'umanità", ha ribadito.

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